Centrale Lamarmora

A2A dice basta al carbone nella centrale Lamarmora di Brescia

A2A dà l’addio al carbone nella centrale termoelettrica Lamarmora che, insieme, al termovalorizzatore, alimenta il sistema di teleriscaldamento a servizio di Brescia.

Una scelta subito operativa con la quale la multiutility accelera il suo piano di decarbonizzazione, che prevedeva la prima stagione termica senza carbone nel 2022, e che si situa in netto anticipo rispetto alle indicazioni del Piano nazionale integrato energia e clima del ministero dello Sviluppo economico, che chiede l’uscita dal carbone in Italia nel 2025.

A favorire tale decisione anche lo stato di avanzamento degli investimenti già effettuati per la realizzazione degli accumuli termici alle centrali Lamarmora e Nord e dei progetti di recupero di ulteriore calore da attività industriali e dal termoutilizzatore, progetti che A2A sta portando avanti con l’obiettivo di rendere i suoi siti produttivi sempre più sostenibili.

A2A recupera il calore industriale per sostituire le fonti fossili

L’addio al carbone si inserisce infatti nel piano di investimenti da 105 milioni di euro varato nel 2018 per sostituire il calore prodotto dalla centrale Lamarmora con l’utilizzo di fonti fossili, ovvero gas e carbone, con fonti più “green” e a migliorare complessivamente le prestazioni ambientali. Una volta a regime, il piano permetterà di risparmiare 15.000 Tep (tonnellate di petrolio equivalenti) l’anno pari al consumo di oltre 26.000 autoveicoli. Per quanto riguarda le fonti green in sostituzione del carbone, si tratta del recupero e il riutilizzo di calore industriale, in precedenza disperso nell’ambiente, dalle acciaierie presenti sul territorio, grazie al progetto pilota avviato con Ori Martin, che attualmente copre il fabbisogno di 2.000 famiglie, e che nei prossimi mesi disporrà di ulteriori allacciamenti ed estensioni in città, anche grazie allo sviluppo assicurato dal progetto congiunto con Alfa Acciai.

Il piano di azioni sostenibili per le centrali Lamarmora e Nord

Per le centrali di Brescia, il piano di azioni sostenibili ha previsto diversi interventi, alcuni già conclusi e altri in corso. A cominciare dai tre nuovi serbatoi per l’accumulo dell’acqua calda per una capacità complessivi di 10.000 metri cubi presso la centrale Lamarmora, già realizzati, e la centrale Nord, per la quale il serbatoio sarà pronto per l’inizio del prossimo anno. I serbatoi permetteranno di accumulare il calore prodotto nelle ore fuori picco e utilizzarlo quando c’è maggior domanda, migliorando l’efficienza del processo. Per proseguire con la realizzazione di un campo solare della potenza di 250 kW presso la centrale Lamarmora, che sarà completato entro questa estate e che andrà ad alimentare le pompe del teleriscaldamento riducendone i consumi. A questi si aggiunge il potenziamento DeNOx sempre della centrale Lamarmora, ovvero del nuovo sistema, in funzione con l’anno in corso, di abbattimento delle emissioni degli ossidi di azoto, già molto al di sotto dei limiti di legge. Infine, la costruzione del sistema di recupero di calore dai fumi del termoutilizzatore, con l’inizio dei lavori prevista per questa estate e l’attivazione della prima linea prevista per la stagione termica 2021 e l’intero completamento dell’opera per la stagione 2022.

Il teleriscaldamento di Brescia: esempio di eccellenza in Europa

Soluzioni che renderanno il sistema di teleriscaldamento di Brescia ancora più amico dell’ambiente. Sistema che già oggi rappresenta un esempio di eccellenza riconosciuto dalla Commissione europea, per diversi aspetti che lo caratterizzano, che includono la sua attenzione alla sostenibilità ambientale, dal momento che evita ogni anno l’emissione in atmosfera di oltre 400.000 tonnellate di CO2 e il consumo di oltre 150.000 tonnellate equivalenti di petrolio, l’utilizzo di risorse energetiche locali, quali appunto la termovalorizzazione dei rifiuti e il recupero di calore di attività industriali, e la competitività dei prezzi.


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