AcegasApsAmga: bioessiccaori per ottimizzare la gestione dei depuratori di Padova

Saranno ben 7 i nuovi bioessiccatori che AcegasApsAmga installerà negli impianti di depurazione di Padova. Ciò grazie a un finanziamento di 5 milioni di euro che la multiutility si è aggiudicata nell’ambito del PNRR missione 2 Rivoluzione verde e transizione ecologica. Risorse che hanno permesso alla società di ampliare la portata del suo progetto, che inizialmente prevedeva l’installazione di un numero minore di bioessiccatori. E di conseguenza di ampliare anche la portata dei benefici che il loro utilizzo garantirà alla collettività, quali:

  • un minor impatto ambientale
  • il contenimento dei costi di gestione.

 

Una tecnologia a basso impatto

Quella dei bioessiccatori è infatti una tecnologia a basso impatto ambientale e consumo energetico che permette di essiccare i fanghi che provengono dalla decantazione dei liquami. In questo modo ne riducono notevolmente, circa il 50%, il volume (circa del 50%), consumando molta meno energia rispetto ai sistemi di essicamento tradizionali. I nuovi impianti sfruttano il calore generato da reazioni biologiche che avvengono all’interno della stessa massa da essiccare convogliata in uno specifico reattore. Una soluzione che richiede decisamente meno energia rispetto ai sistemi che invece utilizzano calore generato dai processi di combustione.

 

Meno fanghi liquidi da smaltire

Ma oltre ai risparmi energetici, con questa tecnologia nata negli USA e che AcegasApsAmga è tra le prime a utilizzare in Italia, si ottengono altri importanti vantaggi ambientali. La principale è l’importante riduzione dei volumi di fanghi da avviare a recupero, con conseguente riduzione degli spostamenti di mezzi pesanti e quindi riduzione delle emissioni di CO2 emessa in atmosfera.

Per comprendere i vantaggi della soluzione bastano pochi numeri. Con i metodi tradizionali, dopo la disidratazione meccanica, una tonnellata di fango contiene circa 300 kg di sostanza secca e 700 kg di acqua. Con i nuovi bioessicatori la proporzione si inverte: circa 300 kg saranno composti da acqua, mentre 700 kg di residuo secco. Residue secco che può essere utilizzato come fertilizzante in agricoltura o negli impianti di compostaggio.

 

Ottimizzare la gestione dei depuratori di Padova

«Grazie a questa tecnologia, la cui adozione era già in previsione ed è stata accelerata dall’ottenimento del finanziamento del PNRR, sarà ottimizzata la gestione degli impianti di depurazione di Padova e si miglioreranno aspetti come la logistica e i trasporti, che impatteranno positivamente su ambiente e collettività – ha commentato Paolo Jerkic, responsabile Impianti di Depurazione e Sollevamenti di AcegasApsAmga -. Il recupero e il riuso dei fanghi per l’agricoltura e il compostaggio è infatti una tematica sempre più sentita a livello europeo in chiave di economia circolare. AcegasApsAmga si è fatta trovare pronta adottando una tecnologia innovativa e che aumenta la sostenibilità di ogni processo».

 


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