Acquedotto del Fiora conclude il rinnovo del depuratore di Grosseto

Pronto il nuovo depuratore a servizio di Grosseto. Acquedotto del Fiora ha terminato il rinnovo del vecchio impianto, situato in località Pianetto: un’opera, realizzata con un investimento di 16 milioni di euro, per dare al territorio un depuratore green e all’avanguardia. L’impianto tratta i reflui del capoluogo e delle frazioni di Casalecci e Principina a Terra.

I punti cardine che hanno guidato lo sviluppo del progetto, che ha richiesto un anno di lavoro, sono stati: 

  • sostenibilità ambientale
  • innovazione 
  • applicazione dei principi dell’economia circolare

Progetto focalizzato sull’upgrade della linea fanghi e che ha dotato l’impianto di tecnologie all’avanguardia. Rendendolo così autosufficiente a livello energetico e permettendo il riutilizzo dell’acqua derivante dal processo depurativo.

 

Abbattuta la quantità di fanghi da smaltire

Il rinnovo della linea fanghi ha avuto come obiettivi:

  • ridurre il volume prodotto
  • migliorare la qualità
  • diminuire complessivamente i costi di gestione.

Per il nuovo processo di trattamento dei fanghi il gestore idrico ha adottato la tecnologia brevettata di lisi termochimica. Questa operazione ne facilita la degradazione e, quindi, la separazione solido/liquido. Una soluzione che ne abbatte il volume da smaltire in una quantità che va dal 60% al 70% rispetto al passato.

 

Migliorata anche la qualità

Il rinnovo del depuratore a fanghi attivi è partito dalla necessità di gestire in modo più efficiente il sempre più complesso processo di smaltimento dei fanghi prodotti dal processo di trattamento dei reflui civili. La tecnologia scelta, già sperimentata da Acquedotto del Fiora (presso l’impianto di Ponte a Tressa a Siena) si è mostrata perfetta allo scopo. Inoltre, ha dimostrato anche un miglioramento del processo della sezione di ossidazione biologica. Questo perché migliora le caratteristica di sedimentabilità del fango, con un beneficio diretto sulla qualità del refluo scaricato. 

 

Un impianto autosufficiente e a basso impatto

Inoltre, grazie ai lavori effettuati, si prevede di recuperare, da un processo di digestione anaerobica, la fonte energetica, ovvero il biogas, per l’autosostentamento del processo. L’integrazione del processo di digestione anaerobica e di cogenerazione renderà così l’impianto autosufficiente e altamente sostenibile, grazie all’energia autoprodotta.

In più si potrà riutilizzare una parte delle acque depurate dall’impianto come alimentazione del sistema antincendio, in un’ottica di economia circolare. Infine, le nuove opere realizzate in sostituzione di alcune strutture ormai obsolete garantiranno anche maggiore sicurezza sia agli operatori sia ai visitatori.

 

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