Acquedotto Pugliese: un gestore sempre più sostenibile

Garantire qualità e continuità dei servizi, ridurre l’impatto ambientale delle attività e imprimere una forte spinta alla digitalizzazione. Sono i risultati conseguiti da Acquedotto Pugliese nel 2020, l’anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria, che non ha fermato il percorso virtuoso dell’azienda. Un percorso dove il miglioramento degli indicatori economico-finanziari evolve in parallelo con la creazione di valore per le comunità servite.

A dirlo i dati di Le persone, l’acqua. La nostra visione di prosperità, il report relativo allo scorso anno che descrive il processo di creazione di valore sulla base degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Redatto con il supporto di un Comitato scientifico selezionato con l’Università LUMSA di Roma, il documento integra le informazioni economico con le considerazioni sui 6 capitali principali di ogni realtà: il capitale umano, naturale, infrastrutturale, finanziario, relazionale e intellettuale. Fronti, su tutti i quali, il gestore idrico pugliese ha raggiunto importanti target.
 

Raddoppiata la produzione di energia rinnovabile

Cominciando dai dati economici, nel 2020 il valore della produzione è salito a 600,5 milioni di euro, con investimenti realizzati per 172,8 milioni. Generando per le comunità servite benefici per una cifra record di 2,3 miliardi di euro.

Altrettanto notevoli i risultati sul piano ambientale. A spiccare è la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili pari a 7,2 GWh, una quantità più che raddoppiata (+250%) rispetto al 2017. A garantire il risultato i 5 impianti fotovoltaici attualmente in funzione, una stazione di cogenerazione a biogas da fanghi di depurazione e 7 centrali mini hydro, per una potenza totale di 6 MW. Un parco, quello del mini hydro, che nel quest’anno sarà arricchito di tre nuovi impianti. La generazione e il consumo di energia rinnovabile ha permesso di ridurre le emissioni di CO2 di circa 3.000 tonnellate.
 

Riutilizzo di fanghi e acque depurate

Ma a fare di Acquedotto Pugliese un esempio di gestione sostenibile e circolare hanno contribuito anche altre iniziative. Tra queste spiccano le azioni sulla depurazione, dove sono stati investiti oltre 66 milioni di euro, +1,5% sul 2019. Come l’impegno nella riduzione dei fanghi e il loro utilizzo come risorsa. Lo scorso anno il gestore ha acquistato 60 stazioni di disidratazione che, abbinate a tecnologie di essiccamento sostenibili, quali le 14 serre solari in via di implementazione, nel lungo periodo ridurranno del 30% il volume dei fanghi. L’azienda, inoltre, è impegnata in progetti di ricerca e sviluppo per trasformare i fanghi in una risorsa per il territorio. Mentre a fine dello scorso anno erano già 9 gli impianti di affinamento che permettono il riuso delle acque depurate in agricoltura.
 

Un acquedotto digitale

A garantire una gestione sempre più sostenibile contribuisce anche la forte spinta verso la digitalizzazione. Il telecontrollo monitora da remoto oltre 20.000 km di infrastruttura, in modo da prevedere, risolvere o geolocalizzare prontamente eventuali perdite o problematiche. Gli schemi idrici e gli indicatori di potabilità sono stati monitorati costantemente tramite 6.650 sensori e 1.651 postazioni. Inoltre, stati utilizzati droni subacquei per ispezionare la rete e monitorare il sistema senza disagi per il cittadino. Il tutto abbinato a continui controlli sulla qualità dell’acqua distribuita, attività che nel 2020 ha raggiunto la cifra record di 730.000 parametri monitorati.
 

Servizi smart per i cittadini

La digitalizzazione dell’infrastruttura passa anche dalla sostituzione di tutto il parco contatori. Un piano che viene portato avanti con il progetto Smart Meter, che prevede la sostituzione di un milione di vecchi apparecchi con misuratori di ultima generazione.

La società, inoltre, sempre nel 2020 ha varato il nuovo Sistema Informativo Gestionale SAP S/4 Hana. Una soluzione che consente di accelerare le tempistiche dei servizi per aziende e cittadini, le pratiche per gli allacciamenti, manutenzioni programmate e su richiesta e i tempi di fatturazione (-40%).

Con il progetto Kometa, che sfrutta la tecnologia della realtà aumentata, ha poi rafforzato la formazione tecnica da remoto per i suoi dipendenti. Mentre il lancio di nuove app ha permesso di creare nuove opportunità di dialogo con gli utenti, migliorando anche il servizio. A dimostrarlo le segnalazioni di pronto intervento che si sono ridotte del 20% rispetto all’anno precedente e i reclami del 25%.

 

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