Al via il grande piano di risanamento delle reti fognarie di BrianzAcque

Sarà la tecnologia no-dig la protagonista del grande piano di risanamento delle reti fognarie messo a punto da BrianzAcque, che si appresta a prendere il via. L’opera di ammodernamento interessa le porzioni più usurate delle infrastrutture di raccolta dei reflui di ben 16 comuni della Brianza. L’opera sarà realizzata con un investimento di 4 milioni di euro.

La lunga opera di indagine di BriazAcque

Il piano di investimenti è finalizzato a migliorare il funzionamento complessivo della rete e a garantire un servizio efficiente ai cittadini. La pianificazione è il risultato di una lunga opera di indagine portata avanti dal gestore idrico della Provincia di Monza e della Brianza. Nel corso degli ultimi anni la società ha ideato due lunghi e complessi progetti: Rimodel e Cocito.

Due progetti unici in Italia

Attraverso videoispezioni condotte a tappeto, rilievi a campo e l’applicazione del modello idraulico delle reti si sono individuati gli interventi necessari per ciascun comune. In questo modo BrianzAcque ha identificato e catalogato le porzioni che presentano un grado di elevato di rischio strutturale e ambientale e che quindi richiedono di essere riqualificate con maggior urgenza.

La prima fase di intervento

Nella sua prima fase il piano di interventi prevede il rifacimento di circa 3,5 chilometri di condotte fognarie, suddivisi in 4 lotti per le diverse zone: 

  1. Centro: territori di Concorezzo, Monza, Nova Milanese e Villasanta
  2. Nord: comuni di Besana Brianza, Carate Brianza, Giussano e Lesmo
  3. Est: Bellusco, Cornate d’Adda, Mezzago e Ronco Briantino
  4. Ovest: Barlassina, Bovisio Masciago, Cogliate e Seveso
La tecnologia scelta per l’esecuzione degli interventi

Se all’avanguardia è stata la metodologia per stilare il piano, altrettanto all’avanguardia è la tecnologia scelta per l’esecuzione degli interventi. Per ridurre i disagi ai cittadini e alle attività economiche delle aree interessate, BrianzAcque ha infatti optato per il ricorso alle tecnologie senza scavo a cielo aperto. Nello specifico è stata scelta la tecnica del relining.

Questa tecnica consente di ripristinare la funzionalità idraulica e strutturale della condotta danneggiata attraverso l’inserimento al suo interno di un tubolare, che viene iniettato di resina e fatto solidificare. In questo modo, la condotta è ricostruita dall’interno, senza necessità di sostituirla.

Per garantire la continuità delle portate dei reflui durante l’esecuzione delle attività, potranno essere costruiti bypass. Potranno essere posizionati sia ai margini della carreggiata sia, in caso fosse necessario, sollevati da terra: delle tubazioni “aeree” come quelle create a Seregno, due anni fa, in occasione del rifacimento del collettore Sud.

Tutti e quattro gli  interventi verranno condotti in parallelo. Avranno una durata che va da 90 giorni – come previsto per i comuni dei lotti Zona Centro, Zona Est e Zona Ovest -a 105 per quelli della zona Nord. In quest’ultima zona le aree di intervento sono più estese e richiederanno di conseguenza 15 giorni di lavoro in più.

 

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