Alluvioni in città: a Milano gli stati generali sulla gestione delle acque nelle metropoli


Dall’esperienza di Rotterdam a quella di Malmö, dai progetti sperimentali di Lione a quelli di Barcellona e di Essen: cinque best practice europee si sono confrontate con i progetti del Gruppo CAP per offrire una panoramica delle soluzioni attuabili per la gestione delle acque meteoriche nelle aree metropolitane.

Un tema di stretta attualità alla luce dei fatti di cronaca degli ultimi mesi infatti, con l’esondazione della Senna a Parigi, gli allagamenti nel sud della Germania ma anche Seveso e Lambro costantemente sotto osservazione, che confermano la necessità di individuare nuove ed efficaci soluzioni per garantire un approccio integrato tra la gestione del suolo e dell’acqua, e per consentire uno sviluppo urbano sostenibile.

Una sfida che è stata al centro del convegno internazionale promosso da CAP allo spazio BASE di Milano, che ha visto anche gli interventi di Alberto Biancardi per l’AEEGSI e per WAREG (l’associazione europea delle Autorità di regolazione del servizio idrico), di Caterina Sarfatti per C40, di Eva Bufi per UN-PPP for Cities, di Oriana Romano per il Water Governance Programme dell’OCSE, e degli esperti delle Università di Milano, Bologna, Pavia, Firenze accanto ai referenti delle istituzioni nazionali e locali. Il convegno è stato introdotto dai saluti di Anna Scavuzzo, vicesindaco di Milano, e dell’assessore regionale all’ambiente Claudia Maria Terzi.

Milano quindi capitale europea dell’acqua. Perché quando si tratta di modelli all’avanguardia di gestione delle acque, la città metropolitana non ha nulla da invidiare alle migliori realtà urbane del continente. Insieme alle quali si è peraltro fatta promotrice attraverso il Gruppo CAP, il gestore del servizio integrato dell’area metropolitana, di uno scambio di idee per condividere le esperienze più significative e migliorare ancora.

La giornata Acqua e resilienza territoriale: costruire il futuro delle aree metropolitane, promossa da CAP e dedicata alla gestione delle acque piovane in ambito urbano, ha fatto emergere il ruolo decisivo che il sistema idrico può svolgere nell’elaborare un modello all’avanguardia che coinvolga tutti coloro che intervengono nei processi di pianificazione territoriale, ambientale e idrica.

Proprio la pianificazione dei sistemi idrico e idraulico rappresenta una delle sfide cruciali del nostro Paese, per sperimentare politiche di vasta scala in grado di superare la frammentarietà generata dai confini amministrativi – ha commentato Alessandro Russo, Presidente di Gruppo CAP –. L’Unione Europea, in diverse direttive, ha affrontato il tema auspicando l’elaborazione di un approccio che coordini gli strumenti di pianificazione urbanistica con le politiche per l’efficienza energetica, per l’agricoltura, per l’ambiente e per la gestione delle risorse idriche. Da questa esigenza impellente è nata la volontà di promuovere una giornata internazionale dedicata a questo tema così attuale e rilevante”.

Durante la giornata sono stati presentati alcuni progetti pilota, promossi dal Gruppo CAP, che affrontano in modo sperimentale il tema della gestione delle acque piovane sfruttando le potenzialità di interazione tra ambiente urbano e rurale attraverso un approccio complessivo di tutela ambientale.

E’ il caso del progetto Flood Hide, nato dal coinvolgimento della facoltà di Agraria dell’Università Statale di Milano e del Consorzio di Bonifica Est Ticino­Villoresi (ETVilloresi) per lo studio di fattibilità sull’utilizzo del reticolo idrico minore per la laminazione dei deflussi urbani. Alla base del progetto c’è l’idea che le zone rurali possano, anziché soffrire lo scarico delle acque reflue urbane, beneficiarne in termini di riutilizzo, limitando il tradizionale dualismo fra metropoli e agricoltura, storicamente ‘rivali’ nel contendersi la risorsa idrica del territorio. Oggi infatti il problema della qualità dell’acqua crea interdipendenze in termini di inquinamento da agricoltura e da deflussi urbani, con conseguenze su entrambe le aree. Da qui il progetto, illustrato nel corso della giornata e sul quale è stato già investito in fase di avvio un milione di euro.


Leggi anche

Centria ha concluso il primo lotto dei lavori per la metanizzazione di Porto Ercole. Posati di 5 chilometri di condotte che giungono fino alle porte del comune del grossetano, collegandosi alla rete di Orbetello. Questo primo tratto, dal costo di più di 670.000 euro, permetterà già di servire 130 utenze, mentre saranno ben 2000 quelle raggiunte dal servizio una volta concluso il secondo lotto con la realizzazione della rete di distribuzione per l’intero comune.

Leggi tutto…

Avviato il secondo stralcio dei lavori per l’estensione della rete fognaria di Lusia, in provincia di Rovigo. Il progetto prevede la posa di 1,4 chilometri di condotte in Pvc e va a completare la prima parte dell’intervento portato avanti nello stesso comune, ancora in corso. Intervento che comprende la posa di 648 metri di condotte fognarie e la sostituzione delle tubazioni idriche ammalorate, per un investimento complessivo di 930.000 euro….

Leggi tutto…

Attivo il nuovo impianto di biogas realizzato da Acea Pinerlese presso il proprio Polo Ecologico di Pinerolo, con la società di ingegneria Hysytech. Un sistema all’avanguardia, in fase di brevetto internazionale, sia sotto il profilo tecnologico sia della sostenibilità ambientale, capace di trattare fino a 1500 Sm3/h di biogas e immettere fino a 900 Sm3/h di biometano nella rete gas nazionale. …

Leggi tutto…