AMAP: guerra alle perdite e agli allacci abusivi con i misuratori smart

AMAP punta sulla tecnologia per:

  1. controllare i consumi di acqua
  2. individuare eventuali perdite o allacci abusivi

Tecnologia basata sull’Internet of Thinks (IoT), che sempre più decisiva si rivela per aiutare le aziende a migliorare e rendere efficiente la gestione dei ciclo idrico.

Il gestore dell’area metropolitana di Palermo sta portando avanti tre progetti pilota per la rilevazione automatica dei dati e la loro trasmissione su radiofrequenze. Progetti che la società ha realizzato in tre contesti molto differenti:

  • il quartiere Borgo Vecchio di Palermo
  • nel comune di Santa Cristina Gela
  • lungo il Canale di Scillato, lo storico acquedotto costruito a fine Ottocento che alimenta la città con l’acqua delle sorgenti delle Madonie

Progetti pilota che, grazie all’impiego di innovativi sistemi di controllo delle infrastrutture connessi a Internet, hanno già permesso alla società di individuare in modo tempestivo eventuali perdite idriche, con notevoli benefici anche sul piano dei costi.
 

Il progetto al Borgo Vecchio

Per quanto riguarda il quartiere Borgo Vecchio, l’azienda ha installato 300 smart meter dotati di uno speciale rilevatore di rumore che, attraverso un software dedicato, riescono a riconoscere le anomalie del flusso d’acqua nelle condotte. In questo modo i dispositivi, oltre a una contabilizzazione puntuale dei consumi, permettono di individuare tempestivamente eventuali perdite o gli allacci abusivi. I misuratori sono collegati alla piattaforma web di AMAP che acquisisce quindi i dati in tempo reale, consentendo così di intervenire subito per riparare il danno.
 

Stop alla fatturazione forfettaria

Gli altri due progetti hanno riguardato circa 350 utenze del comune di Santa Cristina Gela e circa 200 situate lungo il Canale di Scillato. In quest’ultimo caso, in particolare, si tratta di utenze situate distribuite su un’area di diversi chilometri, con contatori spesso isolati in campagna o situati in pozzi di presa anche a molti metri sottoterra. Situazioni nelle quali risulta difficile, quando non impossibile, verificare con continuità i consumi per cui la società procedeva unicamente con una fatturazione su base forfettaria.

Per ovviare al problema la società è ricorsa alla tecnologia delle reti di comunicazione a basso consumo con banda stretta. In pratica ogni misuratore è dotato di un modulo radio a bassissimo consumo che utilizzano una piccolissima frazione di banda per trasmettere i dati. Antenne radio di proprietà di AMAP e alimentate con moduli fotovoltaici, quindi indipendenti dalla rete elettrica, provvedono poi a raccogliere il dato e a trasmetterlo all’azienda.
 

Recupero di acqua e di risorse economiche

L’impiego di queste tecnologie e la rilevazione puntuale e costante dei consumi ha portato immediati frutti. AMAP adesso riesce a rilevare correttamente i consumi delle singole utenze e quindi di fatturare in modo preciso il costo del servizio. Con conseguenze molto positive anche per le sue casse. Basti pensare che dove in precedenza vi era una fatturazione media di appena 0,5 metri cubi al giorno, si è passati a circa 4 metri cubi.

Il gestore ha in pratica scoperto che molte di quelle che per anni erano state considerate perdite di rete erano in realtà consumi effettivi degli utenti che però non venivano rilevati. Inoltre, ora dispone di un sistema diffuso sul territorio che ogni 6 ore fornisce informazioni sul funzionamento della rete, permettendo di registrare eventuali anomalie.

Ma non solo. Perché grazie ai nuovi sistemi di misurazione AMAP ora ha ottenuto un recupero di acqua per 700 metri cubi al giorno, pari a circa 255.500 metri cubi all’anno. Con un beneficio economico quantificato in 102.200 euro all’anno.

 

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