Biopiattaforma, il primo esperimento di simbiosi industriale in Italia all’insegna della transizione ecologica

Ricavare energia, calore e fertilizzanti dai fanghi e biometano dalla FORSU grazie a un impianto carbon neutral. È questa la sfida intrapresa da ZeroC con la BioPiattaforma di Sesto San Giovanni, ovvero il risultato dell’uso delle tecnologie più moderne disponibili, integrate in una visione che coniuga benefici per i cittadini, vantaggi economici per i Comuni e sostenibilità ambientale.

ZeroC significa “a impatto zero”. Infatti, la BioPiattaforma è neutra rispetto alle emissioni di CO2 perché il carbonio emesso dalla termovalorizzazione dei fanghi sarà equivalente a quello “sequestrato” all’ambiente dai rifiuti organici e dai fanghi trattati. Non si sottrae quindi ulteriore carbonio dal sottosuolo ma si ricircola quello già presente nei materiali trattati.

 

Una partita win-win

L’impianto precedente operava nella termovalorizzazione dei rifiuti indifferenziati ma la sua sostenibilità economica era sempre più precaria. Questo perché, grazie al miglioramento della raccolta differenziata, la frazione indifferenziata era in continua decrescita. Nello stesso tempo occorreva trattare la frazione organica al di fuori della provincia perché non c’era un impianto adatto. «A quel punto – osserva l’amministratore unico Andrea Lanuzzaci siamo detti che potevamo sia valorizzare i fanghi di depurazione di Gruppo CAP non riutilizzabili in agricoltura, sia la FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) usando tecnologie nuove ma solide e già impiegate all’estero».

 

Biometano, l’alternativa green al gas fossile per affrontare la crisi energetica

A fine marzo 2022 la Commissione Europea ha presentato il nuovo piano energetico per far fronte al periodo di crisi che tutti i Paesi dell’UE stanno vivendo a seguito dell’emergenza pandemica e del conflitto in Ucraina. Il progetto si chiama REPower EU e prevede ingenti investimenti per la produzione di energia rinnovabile, con un focus particolare sul biometano. L’obiettivo è quello di incrementare la capacità produttiva dell’UE a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030. In questo modo, si sostiuirà fino al 20% dell’import di gas naturale dalla Russia.

Il biometano si ottiene da un processo industriale di raffinazione – o «upgrading» – del biogas. Si tratta di un biocarburante avanzato con qualità del tutto simili a quelle del gas naturale che può essere immesso in rete e utilizzato per il riscaldamento, la cottura dei cibi e l’autotrazione. Il biogas, a sua volta, si ottiene a partire da un processo definito di “digestione anaerobica” del rifiuto organico. Se associata alla conversione del biogas in biometano, acquisisce un ruolo strategico perché perfettamente in linea con l’approccio green e circolare su cui l’Europa sta improntando le proprie politiche di sviluppo sostenibile. A questo proposito, basti pensare che il 34% dei rifiuti solidi urbani generati nell’Unione Europea è costituito da rifiuti organici (FORSU), che comprendono i rifiuti biodegradabili provenienti da giardini e i rifiuti alimentari provenienti da famiglie, ristoranti o rivenditori.

 

L’impegno di ZeroC per la valorizzazione dei rifiuti

In questo scenario, la BioPiattaforma gestita da ZeroC si distingue a livello nazionale ed europeo come un progetto unico di economia circolare. La linea di trattamento della FORSU tratterà 30.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi provenienti dai comuni di:

  • Cinisello Balsamo
  • Cologno Monzese
  • Cormano
  • Pioltello
  • Segrate
  • Sesto San Giovanni

Consentirà di produrre oltre 240 mc/h di biometano. Attraverso innovativi processi di fermentazione attualmente in fase di sviluppo nell’ambito di progetti di ricerca europea, la linea FORSU della BioPiattaforma permetterà inoltre di estrarre i PHA necessari alla produzione di bioplastiche compostabili.

L’impegno di ZeroC però non si limita unicamente all’attività industriale ma si estende anche allo sviluppo di progetti per il benessere di cittadini e residenti. Infatti, la società ha definito un piano di interventi sul territorio per compensare le proprie emissioni di CO2. In particolare, sono previsti:

  1. un piano di piantumazioni accanto all’impianto – dove verrà realizzata una zona umida insieme a un percorso naturalistico
  2. la costruzione di una pista ciclabile che connetterà le aree verdi e il nuovo parco a nord dell’impianto con la pista ciclo-pedonale a sud lungo il Naviglio della Martesana.

 


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