Calore ed elettricità dai rifiuti organici

L’energia per riscaldarci? Proviene da una virtuosa raccolta differenziata delle città. Nel modo di vedere di molte persone i rifiuti sono un qualcosa che, dopo essere finiti nel cassonetto, sono giunti al loro capolinea. Ma l’assunto è sbagliato.
In particolare i rifiuti organici, il cosiddetto umido, una volta arrivati nel cassonetto diventano una risorsa eccellente. E Acea Pinerolese Industriale SpA se ne è accorta sin dagli anni ’90. Azienda da sempre attenta a individuare soluzioni innovative per ridurre la quantità di materiale di scarto conferito in discarica, ha sviluppato una tecnologia, ad oggi tra le più efficienti e sostenibili al mondo, in grado di trattare la frazione organica, che in discarica è la più problematica. Partita da una tecnologia sperimentale, cui il fulcro era la digestione (fermentazione) dell’organico attraverso batteri termofili che a 55 gradi lo trasformano in fanghi, Acea Pinerolese ha continuato la ricerca, integrandola e adattandola per offrire una soluzione industrializzabile, adatta a grandi comunità urbane. Da questo concetto è nato l’impianto del Polo Ecologico Integrato di Pinerolo (Torino) che oggi tratta un terzo dei rifiuti organici della provincia di Torino: un modello a livello internazionale. Si tratta, infatti, un impianto unico nel suo genere, nelle sue parti più significative protette da brevetto: consente di captare interamente il biogas che si sviluppa dal processo di digestione anaerobica dei rifiuti organici (bucce, scarti vegetali, ecc) in grandi cilindri (definiti digestori) e produrre in modo inodore il cosiddetto digestato (fanghi) che, passando a una successiva fase aerobica, viene miscelato con sfalci di potatura e lasciato maturare, diventando un compost eccellente acquistato, come ammendante, e utilizzato in agricoltura da fiorai e contadini.

Riscaldare le città con i rifiuti organici
Nell’impianto pinerolese vengono valorizzati ogni anno, con metodo anaerobico e inodore, 50.000 tonnellate di rifiuti organici, che corrispondono alla produzione di 800.000 individui. L’impianto, così concepito, consente di recuperare totalmente il biogas prodotto dalla fermentazione dell’organico. Dal biogas immagazzinato in un grande gasometro si alimentano i motori di cogenerazione dai quali si ricava energia elettrica e calore da fonte completamente rinnovabile.
La materia prima naturale è infatti il biogas captato dal trattamento anaerobico dei rifiuti organici, ma anche quello convogliato dalla vicina discarica e dall’attiguo depuratore di valle.
Il biogas alimenta tre impianti di cogenerazione con motori Caterpillar CG3516 da 1,1 MW elettrici l’uno e due caldaie da 1,7 MW ciascuna.
Ogni anno il Polo Ecologico di Acea Pinerolese produce 8.350.000 m3 di biogas. Con il biogas prodotto in un anno si possono ottenere 16 GWh/anno di energia termica in grado di riscaldare 2000 abitazioni. Attualmente consente di riscaldare il Polo Ecologico Acea, il vicino centro commerciale e una parte della Città di Pinerolo. Allo stesso modo dal biogas si produce energia elettrica per un corrispettivo di 15 GWh/anno, in grado di fare fronte al consumo di 4.000 abitazioni, che oggi viene ceduta in rete e in parte utilizzata per fabbisogno interno.

Un modello sostenibile
Visitando il Polo Ecologico Integrato di Acea Pinerolese si ha una chiara ed evidente immagine del circuito virtuoso di una città che si teleriscalda attraverso i suoi stessi scarti. Dagli scarti della verdura o frutta acquistata nel centro commerciale o al mercato si produrrà il calore per riscaldare lo stesso centro commerciale dove sono stati acquistati, le case dei cittadini e migliaia di edifici.
Una rete di teleriscaldamento di Pinerolo, che si alimenta grazie al biogas del Polo ecologico integrato, è pensata per estendersi a significative aree urbane, acquisendo sempre maggiore peso come vero e proprio esempio di sostenibilità ambientale in un’ottica che tocca diversi ambiti della vita quotidiana. Dal comportamento virtuoso del cittadino che differenzia nasce, infatti, una serie di benefici e di azioni sostenibili a ricaduta. Acea Pinerolese intende sviluppare e potenziare ulteriormente questo progetto di teleriscaldamento a Pinerolo, consapevole della rilevanza acquisita e dell’esempio che questo modello rappresenta a livello internazionale.
Con il Polo Ecologico Acea, in dieci anni di attività, sono state risparmiate oltre 380.000 tonnellate di rifiuti alla discarica, l’equivalente di 13.000 tir a pieno carico, evitando l’emissione in atmosfera di quasi 50.000 ton di CO2 annue, una quantità pari  a quella di un’auto che compie 8.000 volte il giro della Terra.

 I progetti
L’attività dell’azienda non si ferma tuttavia ai risultati raggiunti e la ricerca prosegue in vari filoni di sfruttamento delle energie rinnovabili derivate dai rifiuti organici. Rilevanti sono i progetti in corso di sviluppo da parte del dipartimento di ricerca di Acea Pinerolese Industriale in sinergia con aziende ed enti del territorio e forieri di positive evoluzioni e potenziali applicazioni su larga scala per le comunità urbane.
Tra questi, il progetto Biomethair a cui Acea Pinerolese partecipa in un gruppo di lavoro guidato da Centro Ricerche Fiat per sviluppare un veicolo mini-ibrido a biometano e biomiscele di metano-idrogeno, ovvero alimentato con metano e idrogeno derivati dalla trasformazione del rifiuto organico. Il progetto Biochemenergy coordinato dall’Università degli Studi di Torino, invece ha l’obiettivo di sondare la possibilità di valorizzare gli scarti organici per la produzione di biotensioattivi, con svariati utilizzi in campo industriale ed agronomico.
Esempio di avanzamento tecnologico dei processi di gestione dei rifiuti organici, il Polo Ecologico Integrato è ogni anno visitato da tecnici da tutto il mondo.
L’ISWA (International Solid Waste Association) di cui fanno parte tecnici, ricercatori ed esperti del settore rifiuti di tutto il mondo vi è stata in visita, in occasione del suo meeting internazionale, svoltosi nel marzo 2012, dedicato al trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani.
Recentemente, nel corso della presentazione del rapporto Comuni Rinnovabili 2013 di Legambiente il Polo Ecologico Acea è stato menzionato nella sezione riguardante le bioenergie, tra le buone pratiche, quale esempio di eccellenza nella produzione di energia dai rifiuti organici.
Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti dall’impianto pinerolese. Tra i più recenti il Premio Nazionale BioEnergy Best Practices 2011 dove il Polo Ecologico Acea si è classificato primo e il Premio speciale per la Miglior gestione innovativa della raccolta dell’organico a Comuni Ricicloni, iniziativa promossa da Legambiente.

di Francesco Carcioffo – Amministratore Delegato di Acea Pinerolese Industriale S.p.A.

 

 


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