Costituito l’ATO unico della Città metropolitana di Milano


Le operazioni di successione universale, che hanno portato alla chiusura dell’ATO della Città di Milano, con la sottoscrizione dell’atto ricognitivo, definitivo, delle competenze, delle risorse finanziarie, umane e strumentali, sono state curate da un gruppo di lavoro tutto interno, guidato dal direttore generale di ATO metropolitano, Italia Pepe. L’ATO metropolitano milanese è così costituito dai 133 Comuni del territorio dell’ex provincia di Milano, compreso il Comune capoluogo. Ciò consente di perseguire una razionalizzazione dell’organizzazione dei Servizi Idrici Integrati, rispettando tuttavia le peculiarità dei territori e generando un presidio generale che vuole favorire e potenziare il ruolo di organizzazione e controllo del Servizio da parte dell’Ufficio d’Ambito della Città metropolitana di Milano, con conseguente uniformità dei processi decisionali tesi al raggiungimento di maggiori livelli di efficienza e di incisività delle politiche pubbliche. Il consiglio di amministrazione dell’Ufficio d’ambito della Città metropolitana di Milano, presieduto da Giancarla Marchesi, è oggi composto da una significativa rappresentanza dei comuni appartenenti all’ATO della Città metropolitana di Milano pari ad almeno tre componenti sui cinque complessivi, in modo che vi siano un rappresentante per i comuni fino a 15.000 abitanti, un rappresentante per i comuni con un numero di abitanti superiore a 15.000 e un rappresentante per il comune capoluogo. La legge Regionale n. 32 del 12/10/2015 all’art.6, entrata in vigore il 16/10/2015, nel modificare la legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche) ha stabilito che per l’effetto di quanto previsto dall’art. 1 comma 16 della L.56/14 la Città metropolitana di Milano subentra – quale ente di governo d’ambito, nei rapporti giuridici della Provincia di Milano e del relativo Ufficio d’Ambito – denominato Ufficio d’Ambito della Città metropolitana di Milano – inerenti l’organizzazione e la gestione del Servizio Idrico Integrato; ha altresì prescritto che nel termine di otto mesi dall’entrata in vigore, e dunque entro il 16/06/2016, l’Ufficio d’Ambito del Comune di Milano doveva pertanto trasferire le competenze, le risorse finanziarie, umane e strumentali all’Ufficio d’Ambito della Città metropolitana di Milano subentrando quest’ultimo in tutte le competenze inerenti appunto l’organizzazione e la gestione del Sistema Idrico Integrato. E così è stato.


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