Depurare 2.0, il progetto di AMAG Reti Idriche per la depurazione sostenibile

Sperimentare e sviluppare un innovativo sistema di depurazione. È con questa finalità che è nato Depurare 2.0, Disinfezione e Purificazione Acque Reflue. Il progetto mira a rendere più efficienti e sostenibili i processi di depurazione e a ottimizzare il recupero e lo smaltimento dei fanghi.

Finanziato con i fondi Por Fesr della Regione Piemonte, il progetto ha come capofila AMAG Reti Idriche, il gestore del ciclo idrico della provincia di Alessandria. E come società partner T.E.A. Sistemi di Vinovo (Torino) e 3i Group di Alessandria, mentre in qualità di consulenti scientifici l’Università del Piemonte Orientale-Disit, l’Università di Padova e l’Università di Torino.

Depurazione più amica dell’ambiente

Messo a punto alla fine dello scorso anno, Depurare 2.0 è ora entrato nel vivo, con tutti gli attori coinvolti ora impegnati nella ricerca e studio degli impianti prototipali. Questa fase durerà all’incirca fino a novembre 2022. In particolare, nel corso di questo periodo verranno sperimentate alcune innovative metodologie ecocompatibili per valutarne l’efficacia sul campo:

  • phyco-depurazione con microalghe
  • zeoliti e nanospugne
  • soluzioni elettrochimicamente attivate, che permettono di sostituire il cloro

Il cloro è altamente disinfettante ma nocivo per l’ambiente se utilizzato in modo massiccio. Saranno testati in scala sperimentale e preindustriale, nuovi metodi combinati. Questi test saranno effettuati presso gli impianti di AMAG Reti Idriche, appena verrà conclusa la progettazione dell’impianto pilota.

I fanghi: da scarto a risorsa

Altrettanto rilevante la sperimentazione sul trattamento dei fanghi. I fanghi di depurazione sono, infatti, una risorsa da recuperare e non scarto da smaltire. La quantità residua di azoto e fosforo, insieme a molti micronutrienti che contengono, può essere riutilizzata in diversi campi industriali, dalla produzione di fertilizzanti a quella di cosmetici, solo per citarne qualcuno.

Inoltre, il loro smaltimento ha costi importanti per i gestori idrici, al momento pari a circa 137 euro/ton. Quindi, trovare soluzioni che permettano di ridurne la quantità e recuperare queste preziose matrici potrà portare benefici significativi, sia sul piano economico sia della diminuzione dell’impatto ambientale. A questo scopo, nell’ambito di Depurare 2.0 la sperimentazione si focalizzerà sulla tecnologie delle pompe di calore e sulla Thermo Catalytic Conversion (TTC).

 

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