Energia dai fanghi al depuratore di Lecce di Acquedotto Pugliese

Risponde ai canoni dell’economia circolare il nuovo progetto concluso da Acquedotto Pugliese. Il gestore idrico della Puglia ha messo in esercizio presso il depuratore di Lecce un impianto di cogenerazione alimentato dal biogas prodotto dai fanghi. Una soluzione che fa bene all’ambiente, il sistema permette infatti di ottenere energia rinnovabile, elettrice e termica, dai reflui fognari, e alle casse della società, per le quali i consumi di energia rappresentano un’importante voce di costo.

Nel processo depurativo, il fango di depurazione di esubero, dopo essere stato addensato, viene trattato nei digestori anaerobici, dove, in condizioni controllate di temperatura e in assenza di ossigeno, può essere trasformato in risorsa energetica. Grazie ad alcuni processi anaerobici, dovuti a organismi pluricellulari che avviano un processo biochimico in assenza di ossigeno, si ottiene una progressiva stabilizzazione del fango e una produzione di una miscela gassosa contenente per la maggior parte metano. Questa miscela gassosa rappresenta il combustibile per l’impianto di cogenerazione del depuratore, costituito da un motore primo endotermico a 12 cilindri, che produce calore, con potenza termica pari a 528 KWT, e un generatore sincrono, che produce elettricità, con potenza elettrica nominale pari a 404 KWE.

L’energia generata dal cogeneratore, sia quella elettrica sia quella termica, viene utilizzata per lo stesso processo di trattamento dei reflui. Più nello specifico, la prima è completamente autoconsumata dall’impianto di depurazione, in modo da ridurre drasticamente la quantità di energia prelevata dalla rete elettrica, mentre quella termica è utilizzata per riscaldare il fango da sottoporre al processo di digestione in modo da incrementarne la stabilizzazione.

Sempre in ottica green, l’impianto di cogenerazione a breve sarà integrato dall’entrata in esercizio di un impianto fotovoltaico presente nell’area del depuratore, dove sono in corso anche delle sperimentazioni per la minimizzazione della produzione dei fanghi, il cui riutilizzo e smaltimento rappresenta a un altro importante costo per Acquedotto Pugliese.


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