I comuni della Valtellina puntano sul teleriscaldamento a biomassa

È il teleriscaldamento a biomassa la soluzione individuata da tre comuni valtellinesi per soddisfare la propria domanda di energia termica e acqua calda sanitaria di utenze pubbliche e private. Si tratta di tre comuni del famoso passo del Mortirolo:

  • Tovo di Sant’Agata
  • Mazzo di Valtellina
  • Lovero.

Ad annunciare la scelta, nel corso di un convegno svoltosi a Mazzo e organizzato da FIPER (Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili) a Mazzo, all’interno del progetto europeo BeCOOP, i primi cittadini delle tre comunità, rispettivamente:

  1. Giambattista Pruneri
  2. Franco Saligari
  3. Annamaria Saligari.

 

Puntare sulle risorse del territorio

La decisione è arrivata dopo il definitivo tramonto del progetto di metanizzazione dell’alta Valle. Progetto promosso da 2i Rete Gas, secondo operatore nazionale della distribuzione gas, che però a inizio giugno ha deciso di rinunciare a causa di una serie di problematiche sorte, tra le quali la mancata approvazione dei tracciati interni da parte di alcuni Comuni.

Da qui la scelta dei tre sindaci di puntare sulle risorse presenti nel territorio per garantirsi la fornitura di energia termica, ma anche elettrica. Il sistema di teleriscaldamento, e la centrale di cogenerazione a questo associato, sarà infatti alimentato a biomassa legnosa, materia prima abbondante nell’area interessata. Una soluzione green e sostenibile al 100%, in quanto la biomassa utilizzata sarà quella derivante dalla gestione dei boschi locali.

A breve sarà avviato lo studio per la progettazione del sistema. A promuovere l’iniziativa, a fianco dei tre comuni, FIPER, e il Politecnico di Milano, come partner tecnico-scientifico.

 

Energia green motore dello sviluppo

L’utilizzo delle fonti rinnovabili assicurerà ai tre comuni diversi vantaggi. Oltre a ridurre la loro impronta ecologica, permetterà di attivare un circolo virtuoso tra la cura dei boschi, necessaria anche per prevenire disastri ambientali durante i sempre più frequenti eventi meteorologici violenti, e la gestione della filiera bosco-legno-energia. Questa potrà rappresentare anche una garanzia economica soprattutto in una fase di forte instabilità dei prezzi e della disponibilità di fonti fossili legata alla crisi ucraina. Inoltre, potrà dare impulso allo sviluppo locale, fornendo approvvigionamento energetico green a supporto del comparto civile e di quello produttivo della valle, vero motore economico del territorio.

 

Vetrina per le Olimpiadi

Grande soddisfazione per l’orientamento dei tre comuni è stata espressa da Walter Righini, presidente FIPER. «Siamo fiduciosi anche in vista delle Olimpiadi 2026 di dimostrare con progetti concreti che è possibile per i comuni montani essere autonomi dalle fonti fossili e promuovere fattivamente l’economia circolare, a partire dall’impiego sostenibile del legno e suoi residui», ha commentato.

 


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