Il nuovo headquarters di Gruppo CAP


 

Al centro del progetto l’acqua come risorsa per la collettività.

Si è svolta martedì 10 dicembre 2019 la cerimonia di posa della prima pietra del nuovo headquarters di Gruppo CAP, in via Rimini 32 a Milano. La struttura sarà un modello di edificio a zero emissioni, ma anche di apertura dell’azienda pubblica verso la cittadinanza e il quartiere Romolo che la ospita. Un edificio, insomma, che condenserà i valori fondamentali dell’azienda e che sarà accessibile anche ai cittadini. A spiegare meglio le caratteristiche di questa nuova sede, le parole di Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP, e Claudio Lucchin, architetto e titolare dello Studio CL&AA che ha progettato l’edificio.

Intervista ad Alessandro Russo (R) e Claudio Lucchin (L)

La sede di un’azienda spesso non risponde solo a criteri funzionali, ma ha anche un valore simbolico. Quali valori propri di Gruppo CAP sono condensati nella nuova sede e come sono stati espressi a livello architettonico?

R: La nuova sede rispecchia il valore cardine di Gruppo CAP: la sostenibilità. Ciò significa attenzione al territorio, all’ambiente e alle persone. Ma questa nuova sede racconta anche il nostro impegno costante sul fronte dell’innovazione e la nostra volontà di guardare al futuro.

L: Per esempio, a livello architettonico la tessitura delle finestre è una citazione del quadro di Piet Mondrian, Composizione con linee (1917), che rappresenta l’astrazione della chioma di un albero. I rami partono spessi dal tronco e poi si assottigliano via via che si allontanano, come la rete della fognatura e la rete dell’acquedotto. Abbiamo quindi voluto raccontare sulla facciata il valore della rete idrica, fulcro dell’attività di Gruppo CAP, e dell’acqua come risorsa centrale oggi, a causa dell’aumentare dei periodi di siccità e dei cambiamenti climatici, sia per l’uso domestico sia industriale e agricolo. Una buona rete è fondamentale per una corretta gestione dell’acqua, perché una pessima rete comporta perdite e quindi uno spreco di questa risorsa preziosa. In questo senso, la rete di Gruppo CAP è gestita ottimamente: per esempio, Gruppo CAP con il Politecnico di Milano sta simulando una serie di algoritmi per capire in base alla pressione per chilometro di tubatura se e dove ci sono delle perdite, per poter intervenire in maniera mirata. Anche questo significa avere cura nel gestire la risorsa idrica, che al contrario di quanto abbiamo pensato finora è un prodotto non usuale, ma una risorsa fondamentale da proteggere. Per questo la nuova sede del Gruppo prevederà sistemi di recupero dell’acqua piovana, per esempio per innaffiare i giardini e per alimentare le cassette di cacciata dei bagni, garantendo una gestione attenta dell’acqua, anche nei suoi impieghi più tradizionali.

La sostenibilità ambientale è uno dei valori cardine di Gruppo CAP. Quali soluzioni, a livello di tecnologie e materiali, sono state adottate per rendere l’edificio più sostenibile sul piano energetico e ambientale?

R: Il nuovo headquarters di Gruppo CAP avrà tutte le caratteristiche e rispetterà i parametri delle strutture ecosostenibili più all’avanguardia. Sarà una sede carbon neutral, che si servirà di fonti di energia rinnovabile, del solare e dell’acqua di prima falda, non potabile, per il sistema di riscaldamento e di raffrescamento, in modo da non sprecare questa risorsa preziosa. L’impiego di una pietra particolare per il rivestimento esterno dell’edificio, capace di fare da mantello isolante, la prevalenza di spazi con finestratura limitata, che prediligono il ricorso a punti di luce dall’alto, sono alcuni degli elementi architettonici che permetteranno di ridurre i consumi energetici. L’insieme di prestazioni efficienti e a basso impatto ambientale consentiranno all’edificio di ottenere il certificato Leed Gold (un sistema di certificazione che concerne tutto il ciclo di vita di un edificio, dalla progettazione alla costruzione, promuovendo un approccio orientato alla sostenibilità).

L: Dal punto di vista dei materiali, saranno impiegati cemento armato, ferro, alluminio, vetro, pietra per le facciate, bambù per i pavimenti: materiali tutto sommato tradizionali per queste costruzioni. È stato invece fondamentale scegliere materiali provenienti da produzioni non eccessivamente lontane, per ridurre l’impatto ambientale. In ogni caso, più che parlare di sostenibilità, è necessario praticarla: per esempio, la nuova sede di Gruppo CAP avrà una quantità di finestratura molto bassa rispetto agli edifici di moda oggi, grattacieli costruiti interamente in vetro, che non sono sostenibili, poiché del tutto inefficienti dal punto di vista dell’isolamento termico, oltra a essere inadeguati anche sotto il profilo della sicurezza, in particolare in caso di incendio. La vera sostenibilità del futuro è sottoterra, come per questo edificio, per cui la possibilità di ampliamento è prevista sottoterra, sul modello della struttura unica al mondo progettata dal nostro studio: la prima scuola ipogea, composta da quattro piani sottosuolo, realizzata a Bolzano. Si tratta di una costruzione assolutamente efficiente, in quanto il terreno è un isolante perfetto.

Per come è stato progettato, l’edificio è una struttura aperta in due direzioni: sia verso i dipendenti dell’azienda, sia verso i cittadini. Come si coniuga questa doppia funzione?

R: Il piano terra dell’edificio sarà uno spazio aperto e condiviso tra la città e l’azienda: l’idea è che le due realtà si possano fondere come in una sorta di abbraccio. Fatta eccezione per le aree strettamente adibite agli uffici, il piano terra infatti prevederà spazi in condivisione con la popolazione: una caffetteria aperta a tutti, un’expo area, un asilo nido riservato non solo ai dipendenti e un auditorium. Inoltre, la piazza circostante l’edificio sarà anch’essa liberamente accessibile, priva di recinzioni e di barriere, configurandosi a tutti gli effetti come un parco pubblico.

L: L’aspetto dell’apertura verso l’esterno è stato fondamentale nella progettazione dell’edificio. Oggi tendiamo a privatizzare tutto, invece le città devono essere aperte a tutti. In controtendenza con gli ultimi anni in cui c’è stata una continua chiusura e recinzione degli spazi, è necessario rendere di nuovo lo spazio pubblico, a disposizione di tutti, per consentire agli esseri umani di tornare a incontrarsi, aspetto essenziale per la nostra specie, che è una specie relazionale. Per questo la nuova sede di Gruppo CAP dovrà compenetrarsi con la città: ci sarà chi vi lavorerà e chi entrerà solo per determinati servizi, creando uno spazio aperto per favorire la relazione e lo scambio fra le persone. Anche il parco attorno l’edificio sarà privo di recinzioni, un parco pubblico a tutti gli effetti, accessibile ai cittadini: luogo di incontro fisico e di dialogo.


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