Il Recovery Fund delle utility: progetti per 25 miliardi di euro

Le utility sono pronte a svolgere un ruolo centrale nel dispiegamento delle risorse del Recovery Fund e a fare la loro parte per il rilancio dell’Italia, attraverso un grande piano di opere nei settori acqua, ambiente ed energia. Piano che Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, ha presentato nel corso dell’audizione presso le Commissioni riunite Bilancio, Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame della Proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Piano che prevede progetti per 25 miliardi di euro e che avrebbe un potenziale di impatto importante:

  1. sia in termini di PIL, +1,48%
  2. sia sull’occupazione con la creazione di 285.000 nuovi posti di lavoro
Michaela Castelli, Presidente di Utilitalia, spiega 

«Il Recovery Fund è una grande opportunità per l’Italia. Come Paese dobbiamo agire in modo concreto e responsabile attraverso investimenti mirati nei settori strategici e con una politica industriale che guardi alla transizione energetica e sostenibile come pilastro. Le Utilities italiane su questo stanno facendo e faranno la loro parte».

Ripartizione dei fondi

Di questi investimenti:

  • 24,9 miliardi sono per la transizione verde
  • 142 milioni per la digitalizzazione
  • l’idrico il comparto nel quale si concentra il maggior numero di progetti, pari al 55% del totale per un valore di circa 14 miliardi
  • segue poi quello energetico, 27% e circa 7 miliardi
  • E poi quello ambientale, 17% con circa 4 miliardi

Nel campo idrico, i progetti vanno dall’ottimizzazione degli approvvigionamenti alla depurazione efficiente, fino alla riduzione delle perdite di rete e al contrasto al dissesto idrogeologico.

Mentre in quello energetico dall’efficientamento energetico degli edifici al teleriscaldamento, dalle smart grid fino allo sviluppo delle energy community.

In quello ambientale si punta ad accelerare la raccolta differenziata, sull’ampliamento della tariffa puntuale, sulla realizzazione di nuovi impianti per il riciclo e sulla valorizzazione dei fanghi di depurazione.

Michaela Castelli aggiunge

«La transizione ecologica ha bisogno di un piano dettagliato e di una serie di riforme, perché le risorse da sole non bastano: serve una forte semplificazione normativa, soprattutto in fase di iter autorizzativi e snellimento dei tempi delle procedure, e un impegno non più differibile sul Meridione, dove è indispensabile favorire un approccio industriale ai servizi pubblici»

Riforma del servizio idrico al Sud

A questo riguardo le proposte avanzate da Utilitalia prevedono la riforma del servizio idrico al Sud, con un forte indirizzo statale che assicuri l’affidamento del servizio a un soggetto industriale, e l’autosufficienza nel ciclo dei rifiuti, superando la frammentazione e garantendo l’adeguamento della pianificazione regionale alle reali necessità impiantistiche del Paese.

A questi si aggiungono la promozione del consolidamento industriale dei comparti di pubblica utilità, incentivi all’efficienza delle imprese e una semplificazione dei procedimenti autorizzativi.

 

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