Il TAP è pronto. L’Europa ha l’alternativa al gas russo

Il gasdotto Trans-Adriatico, TAP, è sostanzialmente completo. Ad annunciarlo un comunicato ufficiale della Trans Adriatic Pipeline, la società che lo ha costruito e proprietaria dell’infrastruttura. Nel comunicato, si legge infatti che il gasdotto è stato riempito di gas naturale dal confine greco-turco fino al terminale di ricezione nel sud Italia, a Melendugno, in provincia di Lecce. Ora la società sta completando i preparativi per l’avvio delle operazioni commerciali e l’offerta di capacità al mercato in coordinamento con i TSO (Transmission System Operator), ovvero i gestori delle reti di trasporto.

L’infrastruttura è lunga nel complesso circa 4000 chilometri. Gli ultimi 878 chilometri tra Grecia, Albania e Italia, compongono il TAP vero e proprio. Permetterà di far arrivare nel nostro Paese il gas naturale estratto del giacimento di Shah Deniz II, in Azerbaijan. Per il Sud Europa rappresenta un’offerta energetica alternativa al gas russo trasportato attraverso il gasdotto Nord Stream 2 di Gazprom.

Un’opera che, costituendo una parte integrante del corridoio meridionale del gas, riveste un’importanza fondamentale per il Vecchio Continente sul piano sia economico sia strategico. Difatti l’opera permette il potenziamento della sicurezza energetica, la garanzia della diversificazione dell’offerta e la realizzazione degli obbiettivi di decarbonizzazione.

Il TAP fornirà in più almeno:

  • 8 miliardi di metri cubi di gas all’Italia
  • circa 1 miliardo di metri cubi a Grecia e Bulgaria

Secondo diversi analisti, l’apertura del nuovo corridoio meridionale avrà delle ricadute in termini di prezzo sul mercato del gas europeo e consentirà anche all’Europa di liberarsi, almeno in parte, dalla dipendenza dalla Russia, che fornisce un terzo del combustibile consumato nel Continente.


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