Il teleriscaldamento centrale per l’economia circolare e la transizione energetica

Oltre la metà dei consumi energetici finali è legato al riscaldamento e al condizionamento, e la stragrande maggioranza di questa energia è consumata nelle città. Se poi si aggiunge che la produzione di tale energia dipende per oltre il 70% dall’utilizzo di fonti fossili, il quadro è completo. È partendo da queste considerazioni che Lorenzo Spadoni, presidente AIRU (Associazione Italiana Riscaldamento Urbano), intervenendo alle audizioni periodiche di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) sul Quadro Strategico 2019-2021, ha sottolineato il ruolo centrale che il teleriscaldamento può giocare per lo sviluppo dell’economia circolare e nella transizione energetica delle città.  

Riguardo l’evoluzione dell’economia circolare «il teleriscaldamento può fornire un valido contributo, valorizzando tutte le risorse di calore disponibili sul territorio altrimenti disperse o non sfruttate – ha spiegato Spadoni -. Infatti, il teleriscaldamento è l’unica tecnologia in grado di recuperare, su territori relativamente estesi, significativi quantitativi di calore di scarto non altrimenti utilizzabili, proveniente dai siti produttivi, derivante da fonti rinnovabili o prodotto in assetto cogenerativo». Per lo stesso motivo, questa tecnologia rappresenta una soluzione decisiva nell’ambito della transizione energetica in atto su scala globale. A tale proposito il presidente di AIRU ha evidenziato le opportunità che la stessa infrastruttura offre. «La rete è un tramite che mette in comunicazione la domanda di calore da parte dell’utente finale e una fonte dove si genera o si recupera calore – ha spiegato -. È qui che si apprezza al massimo la flessibilità del teleriscaldamento, che è basato su una visione semplice: connettere le risorse e i bisogni locali. Teleriscaldamento significa connettere le persone, connettere le comunità, connettere gli edifici, connettere le tecnologie».

«Il teleriscaldamento – ha concluso – potrà giocare un ruolo importante nelle sfide energetiche del futuro: non a caso il decreto legislativo 102/14 si pone come obiettivo la sua promozione e diffusione. Attenzione però alla peculiarità del settore, per non creare rigidità anziché stimoli allo sviluppo».


Leggi anche

L’ente ha stanziato 135.000 euro per i lavori di estensione della rete, alimentata con fonte geotermica, a servizio del comune della provincia di Grosseto. Le opere programmate da Amiata Energia permetteranno di collegare all’infrastruttura l’area del centro storico Terziere di Castello. Il nuovo finanziamento si aggiunge a quello che l’Autorità Idrica aveva stanziato lo scorso anno, per un totale di 300.000 euro, e al milione proveniente dai fondi geotermici regionali…

Leggi tutto…

Proseguono i Lavori di GES per estendere il servizio a tutto il territorio del comune dell’Amiata. L’opera, suddivisa in tre lotti, ha un costo di 8 milioni di euro: permetterà di collegare alla rete circa 1100 utenze, per una volumetria di un milione di metri cubi e una popolazione di oltre 4000 abitanti, fornendo energia pulita per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria …

Leggi tutto…

Il primo sistema è entrato in funzione nel giugno del 1939, fornendo calore, acqua calda e vapore al campus medico Vytautas Magnus University di Kaunas. Da allora il settore è stato in costante crescita, ed è diventato sempre più green grazie allo sfruttamento delle biomasse locali, tanto che oggi il teleriscaldamento arriva in 700.000 abitazioni, coprendo circa il 50% della domanda di calore…

Leggi tutto…

La riproduzione di una torre di raffreddamento in scala realizzata in acciaio dall’artista Ennio Zucchelli è la nuova opera che arricchisce il Museo geotermico di Larderello, a Pomarance, in provincia di Pisa. Con il suo lavoro l’artista ha voluto rendere omaggio a una tecnologia amica della natura dalla quale i sei comuni geotermici toscani ottengono il calore per le loro abitazioni …

Leggi tutto…

Sarà terminato a novembre l’impianto solare a supporto della rete di teleriscaldamento che la danese Arcon-Sunmark sta realizzando a Bernburg, in Sassonia, per conto di Stadtwerke Bernburg. Con i suoi 632 collettori e una produzione annua di 2,3 MW sarà il secondo più grande del Paese, dietro quello che la società danese sta realizzando a Ludwigsburg, nel Baden-Württemberg …

Leggi tutto…