Il teleriscaldamento in Italia è una realtà diffusa e consolidata

Una realtà diffusa e consolidata. È il quadro del teleriscaldamento nella Penisola che emerge dal rapporto Teleriscaldamento e teleraffrescamento in Italia, alla sua prima edizione, pubblicato e realizzato dal Gse (Gestore dei servizi energetici), nel quale si fa il punto sullo stato dell’arte della diffusione della tecnologia in esercizio a fine 2017.

Il report ha censito 295 reti in esercizio in 238 territori comunali, per un’estensione complessiva di 4600 km e oltre 9 GW di potenza termica installata. La maggioranza delle utenze teleriscaldate, 64%, è costituita da edifici residenziali, seguiti dal terziario, 33%, mentre il restante 3% da utenze industriali. La Lombardia guida la classifica delle volumetrie teleriscaldate: nella regione si trova infatti il 43% del totale, pari a 147 milioni di m3. Seguono altre regioni del Nord, quali Piemonte, Emilia-Romagna e la provincia di Bolzano.

Altro dato importante segnalato dallo studio è che, negli ultimi anni, alla distribuzione del calore si è associato il servizio di teleraffrescamento, erogato attraverso una rete di distribuzione dedicata, ad acqua refrigerata, oppure attraverso gruppi ad assorbimento, installati presso le utenze e alimentati dalla rete di teleriscaldamento. Le reti di teleraffrescamento ammontano a 32, per un’estensione complessiva di 33,6 km e una volumetria raffrescata di 8,9 milioni di metri cubi. Tale tecnologia è però presente al momento unicamente in Lombardia ed Emilia-Romagna.

Per quanto riguarda le centrali di alimentazione delle reti, il 70% circa della potenza installata è costituita da impianti di sola produzione termica, mentre il restante 30% da sistemi in assetto cogenerativo. Le fonti fossili, in grande prevalenza gas naturale, rappresentano la tipologia di combustibile maggiormente utilizzata, costituendo circa 84% della potenza installata. Le fonti rinnovabili, invece, sono utilizzate soprattutto per alimentare centrali di sola produzione termica e il loro utilizzo è diffuso soprattutto nel territorio provinciale di Bolzano, caratterizzato da un elevato utilizzo di biomassa, e in Toscana, dove invece sono diffuse le reti alimentate da fonte geotermica.

Dato incoraggiante, infine, è che circa i tre quarti delle reti di teleriscaldamento (73%) e oltre i due terzi di quelle di teleraffrescamento (69%) italiane rientra nella definizione di “teleriscaldamento e teleraffrescamento efficiente”. Una definizione questa introdotta dal Dlgs 102/2014 di recepimento della direttiva 2012/27/Ue, e che classifica come efficienti i sistemi che utilizzano il 50% di energia derivante da fonti rinnovabili, o da calore di scarto, il 75% di calore cogenerato o il 50% di una combinazione delle precedenti.


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