In Finlandia il teleriscaldamento punta alla carbon neutrality


Le energie rinnovabili saranno sempre più protagoniste nei sistemi di teleriscaldamento. Ma nel futuro di questa tecnologia c’è la carbon neutrality, ovvero l’azzeramento dell’impronta carbonica del servizio. Un percorso virtuoso battuto con determinazione da Fortum, una società energetica finlandese, che ha avviato la conversione della centrale che alimenta la rete di teleriscaldamento di Espoo, seconda città del paese, puntando decisamente sulle fonti rinnovabili.
Il progetto della società, portato avanti con un investimento di 40 milioni di euro, prevede la dismissione di una vecchia caldaia alimentata a carbone e la costruzione di una nuova centrale a biomasse.
Il nuovo impianto avrà una potenza di 49 MW, ma la sua efficienza sarà enormemente migliorata grazie all’impiego di un sistema per la condensazione dei gas che permetterà di disporre di una potenza massima di 58 MW. La centrale, la cui costruzione è partita in questi giorni, sarà pronta per il 2020 e garantirà una produzione di 350-380 GWh termici annui, in grado di soddisfare il fabbisogno annuale di calore di oltre 21.000 abitazioni.
La sua entrata in esercizio aumenterà la quota di calore prodotta da energie rinnovabili utilizzata nella rete di teleriscaldamento di Espoo di circa il 60%, garantendo una riduzione delle emissioni di CO2 fino a 90.000 tonnellate all’anno, ovvero circa il 14% di quelle attualmente generate dal sistema.
Risultati importanti, che tuttavia sono solo un passaggio verso il più grande obiettivo che la società si è posto. «Il nostro obiettivo a lungo termine è garantire un servizio di teleriscaldamento senza l’impiego di combustibili», ha dichiarato Mikael Lemström, vicepresidente di Fortum. L’azienda infatti è impegnata con l’amministrazione cittadina nell’ambizioso progetto di rendere la rete carbon neutral, entro la fine del prossimo decennio.


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