Innovazione e sensibilità per il territorio

Dal magazine edizione luglio/agosto

La sfida di AqA per la provincia mantovana

 

AqA dal primo aprile di quest’anno è il nuovo gestore del servizio idrico integrato di oltre 300mila abitanti in 40 comuni della provincia di Mantova. La Società del Gruppo Tea nasce dalla fusione di Tea Acque e AqA Mantova. È un progetto che parte da lontano in cui la fusione tra le due anime idriche di Tea ha l’obiettivo di ottimizzare l’organizzazione del servizio in sé, ma anche di compiere un lungo passo in avanti nella direzione del gestore unico provinciale, di cui AqA è società veicolo come definito dagli enti competenti.

 

Gli investimenti

Ci sono diversi progetti che sono stati impostati e che verranno sviluppati nei prossimi mesi e nel lungo periodo, visto che la società servirà il 75% circa del territorio mantovano per i prossimi 16 anni.

Gli investimenti sono rilevanti per il territorio mantovano e ammontano a 300 milioni di euro.

L’impegno di AqA per il territorio diventa prioritario e significherà portare l’acqua nelle case dei cittadini che ancora ne sono sprovvisti. La provincia mantovana, infatti, ha ancora zone servite da pozzi privati, situazione ormai insostenibile per la comunità.

I lavori sono già iniziati e riguarderanno il completamento della rete acquedottistica nei comuni che ne sono ancora privi come Sabbioneta, Pomponesco, San Benedetto Po, Villimpenta, Commessaggio. Seguirà il potenziamento del rifornimento idrico da falda, per tutti gli schemi acquedottistici in gestione. Si parla sempre di servizio idrico e viene in mente subito la fornitura di acqua nelle case, ma l’impegno di AqA sarà a trecentosessanta gradi: come la progettazione di rilevanti interventi sulla rete fognaria e sui depuratori, per migliorare il trattamento, l’efficientamento energetico e il sistema di telecontrollo e di automazione con il fine di razionalizzare il numero degli impianti.

 

La qualità dell’acqua

Il territorio mantovano è ricco di acqua, ma anche di sostanze indesiderate, per questo l’impegno di AqA è quotidiano: controlli, analisi, monitoraggi… da quando viene prelevata l’acqua dai pozzi in profondità a quando viene rilasciata nell’ambiente dopo la depurazione l’attenzione è massima. 

L’acqua erogata è di altissima qualità, in buona parte del territorio servito. AqA non si stanca mai di dirlo: dai rubinetti di casa esce un prodotto eccellente, che può essere consumato con tranquillità ed è adatto a tutti gli usi, soprattutto quello potabile.

 

La comunicazione

Da anni l’impegno nelle scuole è rivolto a sensibilizzare i ragazzi sull’utilizzo dell’acqua di rete. Dopo lo stop dovuto all’emergenza sanitaria, AqA ha ricominciato ad organizzare iniziative, che sono riprese a pieno regime a settembre.

 

Il nostro team

Fanno parte della squadra di AqA, 72 persone, che si occupano di monitorare, di controllare e di gestire i numerosi impianti e reti della società:

  • 76 depuratori, 66 pozzi
  • 17 potabilizzatori
  • 1.601 chilometri di rete acquedottistica
  • 2.250 chilometri di rete fognaria
  • 380 impianti di sollevamento.

Il tutto con oltre 12mila campioni d’acqua analizzati ogni anno e 114 punti di controllo sulla rete.

 

Le perdite idriche

I prossimi anni saranno orientati anche ad agire sulle perdite idriche. Le perdite idriche con percentuali inferiori al 25% della rete di acquedotto e le ridotte interruzioni del servizio collocano infatti AqA nella classe di migliori performance. Non è abbastanza: un’attenzione crescente è rivolta alla riduzione delle frequenze di sversamento causate da rotture della rete fognaria e al recupero dei fanghi di depurazione. Inoltre il lavoro è orientato a ridurre i consumi energetici anche attraverso l’introduzione di sistemi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

 

La collaborazione con l’Università di Parma

Tra i progetti che AqA sta portando avanti c’è quello con l’Università di Parma. Un viaggio attraverso le falde, le più profonde, racchiuse tra strati di argilla, quello che è cominciato il giugno scorso. Le tappe dello studio sono numerose e si articoleranno in tre anni. Alla fine la squadra al lavoro raggiungerà alcuni obiettivi importanti:

  1. valutare le potenzialità attuali e future dei campi pozzi esistenti
  2. e soprattutto, avere una mappa di dove eventualmente iniziare nuove opere di costruzione di campi pozzi, con caratteristiche geologiche e ingegneristiche.

Il progetto attraverserà diverse fasi, prima ci sarà lo studio dei dati disponibili e la messa a punto del modello geologico concettuale della provincia di Mantova, poi verranno creati i modelli idrogeologici numerici, verranno eseguiti test di caratterizzazione idraulica e verranno interpretati i dati piezometrici. In seguito, il modello idrogeologico concettuale sarà affinato mediante l’utilizzo di dati idrochimici ed isotopici.

Quindi verranno disegnate delle mappe e verranno prodotti dei modelli. Tra tre anni, AqA saprà dove eventualmente predisporre i nuovi campi pozzi, portandosi notevolmente avanti rispetto al tema della possibile scarsità della risorsa idrica dovuto ai cambiamenti climatici che purtroppo incombono.

 


 


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