Investimenti per 75 milioni nel territorio di Pesaro e Urbino


L’obiettivo principale è risolvere un problema storico, quello dei costi dell’approvvigionamento idrico, ma non solo. Saranno diverse le opere sulla rete idrica che verranno finanziate con un investimento di 75 milioni in quattro anni previsto dall’Aato (Assemblea di ambito territoriale ottimale) su tutto il territorio della provincia di Pesaro e Urbino. A presentare il Piano degli interventi e tariffe 2016-2019, da sottoporre all’Assemblea dei sindaci, il presidente della Provincia e presidente Aato Daniele Tagliolini e il direttore Aato Stefano Gattoni.
“Gli interventi strategici messi in campo – ha evidenziato Daniele Tagliolini – porteranno alla soluzione del problema dell’approvvigionamento idrico, che nel territorio provinciale dipende per il 75% da acque superficiali, richiedendo trattamenti di potabilizzazione spinta molto costosi che incidono sulle tariffe, a differenza del resto delle Marche e d’Italia, dove il prelievo avviene soprattutto da falde sotterranee”.
Dei 75 milioni di euro, circa 20 saranno poi destinati ad adeguare i depuratori e la rete fognaria alla normativa europea, per uscire dalla procedura di infrazione comunitaria, mentre circa 18 milioni serviranno a migliorare e riqualificare la rete acquedottistica, con un percorso di riduzione delle perdite, che nel 2011 erano di circa il 51% e ora si attestano intorno al 30%. Secondo l’ente, l’insieme di questi interventi porterà a una diminuzione delle tariffe dal 2020. Per quanto riguarda queste ultime, per l’anno in corso è previsto un aumento dell’1,5%, che scenderà nel 2017 all’1% e nel 2018 e 2019 allo 0,50%.
I 75 milioni di euro di investimenti derivano per circa 68 milioni dalla quota della tariffa riscossa dai due gestori Marche Multiservizi e Aset e dalla riduzione, per circa 15 milioni di euro, dei canoni riconosciuti agli enti proprietari della rete. C’è poi un contributo del Ministero dell’Ambiente di 7,2 milioni di euro. L’importo totale, inoltre, potrà essere ulteriormente incrementato di circa 2 milioni di euro dalla Regione Marche.
Tra gli interventi più urgenti ci sono il prelievo e adduzione di acque sotterranee dai pozzi di S. Anna e S. Lazzaro di Fossombrone (per circa 300 litri di acqua al secondo) e la realizzazione della condotta per ricongiungersi all’acquedotto del Metauro (10 milioni di euro), il potenziamento del collegamento dell’acquedotto del Nerone con i comuni della valle del Foglia (circa 1,4 milioni), la manutenzione straordinaria delle reti acquedottistiche per ridurre le perdite nei Comuni dell’alta valle del Cesano (1 milione di euro) e dell’alta valle del Foglia (1 milione). Sul fronte depurazione, invece, la manutenzione straordinaria del collettore fognario di fondovalle nei comuni della valle del Conca e allaccio/adeguamento alla rete di Morciano di Romagna (800.000 euro), il potenziamento del depuratore di Cagli (in via di realizzazione, per 1,8 milioni), la raccolta e trattamento dei reflui a San Silvestro di Fermignano (200.000 euro) e l’estensione e potenziamento della rete acquedottistica di S. Angelo in Vado (200.000 euro).
Si interverrà poi per mettere a norma i depuratori a Borghesia di Pesaro (entro il 2018, con stanziamento di 10,5 milioni), Urbino (entro il 2016, spesa 2,1 milioni), Vallefoglia (entro il 2018, spesa 4 milioni di euro), San Costanzo (entro il 2019, spesa 2,2 milioni di euro), Orciano (entro il 2019, spesa 1,6 milioni di euro), Gallo – Cappone (stanziamento 1,4 milioni di euro), mentre è stata già raggiunta la conformità per i depuratori di Fano e di Mondolfo.

Daniele Taglioni e Stefano Gattoni, rispettivamente presidente e direttore Aato


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