Investimenti per 2,9 miliardi nel nuovo Piano industriale di Gruppo Hera

Crescita industriale, risk management ed economia circolare. È su queste tre linee strategiche che si sviluppa il Piano industriale al 2023 del Gruppo Hera, da poco approvato dal Consiglio di amministrazione presieduto da Tomaso Tommasi di Vignano.

Aumento degli investimenti

Il nuovo Piano industriale prevede investimenti per circa 2,9 miliardi di euro, dei quali circa 2 miliardi per il mantenimento della attuale base impiantistica e 900 milioni per il suo ulteriore potenziamento. In particolare, sono previsti in aumento gli investimenti per lo sviluppo organico degli impianti, con 540 milioni dedicati, 120 in più (30%) rispetto alla precedente pianificazione. Le risorse saranno concentrate soprattutto nelle attività regolate, con il 73% del totale destinato alla filiera reti e alle attività di igiene urbana, con interventi di ammodernamento e sviluppo delle infrastrutture, confermando l’attenzione alla loro resilienza, all’innovazione e alla qualità dei servizi offerti.

Aumento previsto del Mol

A fronte degli investimenti stanziati, il Gruppo prevede un Mol (margine operativo lordo) di 1,25 miliardi di euro al 2023, in aumento di 219 milioni rispetto ai 1,03 di fine 2018. L’incremento medio annuo è di circa 44 milioni e superiore di 65 milioni rispetto al valore di uscita (al 2022) del Piano precedente. Alla marginalità prevista contribuiranno tutte le filiere (reti, ambiente, energia, ma anche telecomunicazioni e illuminazione pubblica), con una crescita equilibrata e sostenibile e il consueto bilanciamento tra sviluppo per linee interne ed esterne, tra attività regolate e a libero mercato.

Efficientamento delle reti

Nello specifico, quasi la metà della marginalità verrà dal comparto reti, che include la distribuzione elettrica e gas, il ciclo idrico e il teleriscaldamento, con un Mol atteso al 2023 pari a 537 milioni di euro (464 milioni nel 2018). Alle reti è destinata la maggior parte degli investimenti, circa 1,9 miliardi, per loro estensioni, ammodernamento ed evoluzione tecnologica. Una parte rilevante andrà al rinnovo dei contatori, con l’installazione di oltre 500.000 misuratori acqua, 150.000 per l’energia elettrica e 650.000 per il gas, dei quali 300.000 NexMeter, i nuovi smart meter gas 4.0 di Hera. Questi interventi contribuiranno a un ulteriore miglioramento del servizio e ad accompagnare i territori serviti in direzione smart city.

Water management

Nel ciclo idrico, i principali progetti saranno improntati al contrasto ai cambiamenti climatici, attraverso una forte riduzione della “impronta idrica” del Gruppo: verranno sviluppate e rafforzate le competenze di “water management”, realizzati interventi a supporto della resilienza delle reti e per la tutela della risorsa. Su questo ultimo punto, il focus sarà sul riuso delle acque depurate. Hera ha già avviato diverse iniziative, come quella a Bologna (Idar e altri depuratori minori), che potranno estendersi anche al modenese (impianti di Sassuolo e Savignano sul Panaro) e ai territori di Rimini, Forlì, Ravenna e Ferrara, per raggiungere un volume complessivo di acque reflue depurate e riutilizzabili per circa 20 milioni di metri cubi all’anno.

Teleriscaldamento

Nel settore del teleriscaldamento, l’obiettivo della multiutility è accelerare sulla decarbonizzazione, con il 75% del calore immesso nelle reti gestite generato da fonti rinnovabili e assimilate. Tra i progetti in corso, la valutazione per estendere il contributo delle reti di teleriscaldamento, il possibile collegamento tra i due sistemi di Bologna (la sede di San Giacomo e il sistema Caab Pilastro), per generare importanti sinergie e ulteriori benefici ambientali.

Servizi ambientali

In crescita anche il Mol della filiera ambiente, che raggiungerà i 307 milioni nel 2013 dai 252 del 2018, con una previsione di investimenti per 618 milioni. In questo settore il Gruppo punta a confermare la leadership commerciale e tecnologica nel ciclo integrato dei rifiuti, grazie a un parco impiantistico all’avanguardia, che sarà ulteriormente sviluppato per massimizzare il riutilizzo delle risorse. Ne sono un esempio gli impianti di produzione di biometano: l’esperienza acquisita con l’impianto di Sant’Agata Bolognese (Bologna), dove i rifiuti organici della raccolta differenziata vengono trasformati in compost e biometano per alimentare bus, taxi e mezzi privati, permetterà di realizzare nuovi progetti, tra i quali la riconversione per la produzione di biometano dell’impianto di digestione anaerobica di Voltana (Ravenna). Entro il 2023 il Gruppo, inoltre, prevede un incremento della raccolta differenziata dal 62,5% del 2018 al 75% del 2023, migliorandone anche la qualità.

Crescita della marginalità del settore energia

Prevista in crescita, a 363 milioni di euro rispetto ai 286 del 2018, anche la marginalità del settore energia, a fronte di investimenti pari a 295 milioni. Qui la multiutility punta a raggiungere i 3,5 milioni di clienti, cifra rivista in rialzo rispetto al Piano precedente, grazie alla recente partnership con Ascopiave, che ha consolidato la presenza di Hera nel Nord-Est e ha consentito di centrare con oltre 2 anni di anticipo il target precedente (3 milioni di clienti). Operazione che inoltre ha fatto della multiutility il terzo operatore nazionale nella vendita di energia. Hera, infine, promuoverà azioni di efficienza energetica che interesseranno, oltre ai clienti, anche le realtà aziendali del Gruppo: il target al 2023 è ottenere una riduzione dei consumi di Hera pari al 6,5% rispetto al fabbisogno energetico del 2013.


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