La riapertura dei Navigli chiave del futuro

Condiviamo l’articolo redatto da Empio Malara, Presidente Associazione Amici dei Navigli,
pubblicato in data 4 dicembre 2020 su IL GIORNO

 

Pochi giorni fa, a “Italians Festival”, il Sindaco Beppe Sala è tornato sulla riapertura dei Navigli: “Il problema è che per farlo servono 500 milioni”. I soldi sono stati con rapidità richiesti dal Comune di Milano, per mezzo dei Recovery fund, all’Unione Europea, si suppone che entro giugno 2021 l’Unione Europea si pronuncerà sui progetti. Non si sa però se accetterà la richiesta del Comune, né quando potranno iniziare i lavori.

Nell’attesa di ricevere i denari, per rafforzare la richiesta ed evitare ritardi nelle opere, il sindaco potrebbe mantenere la sua promessa elettorale di riapertura dei Navigli iniziando a riaprire un tratto significativo dei Navigli.

Potrebbe riconnettere la monumentale Conca di Viarenna alla Darsena, un’opera che costa poco più di 10 milioni di euro e, come ha dimostrato il professore Borgonovi dell’Università Bocconi, la riconnessione porta benefici economici tali da ripagare l’investimento in 1012 anni e avrebbe il merito di unire la Darsena al centro storico con un sottopasso del viale dei Bastioni per estendere la navigazione turistica e offrire ai milanesi nuovi percorsi pedonali e ciclabili.

Secondo alcuni cittadini “ultrapopolari” e di “sinistra”, 10 milioni sarebbero meglio spesi per sistemare edifici in periferia. Osteggiare l’investimento in opere pubbliche – fino a prova contraria la riapertura dei Navigli è tale – contrapponendo un bisogno reale di intervento nelle periferie che dovrebbe essere soddisfatto comunque, mi sembra inconcludente. Non credo, non posso credere che il sindaco sia caduto nel tranello di chi, contrario all’apertura dei Navigli, si fregia di essere “popolare” per portare acqua al suo mulino.

Osteggiare gli investimenti in opere d’arte – fino a prova contraria le opere idrauliche sono, come ponti o quadri, opere d’arte; o frenare gli investimenti in infrastrutture – i Navigli sono canali di navigazione, oltre che di irrigazione – perché in periferia c’è da recuperare, mi sembra assurdo. Se il bisogno delle periferie è alto, ciò non significa che Milano debba trascurare investimenti, specie se, nel caso dei Navigli, si tratta contemporaneamente di opere pubbliche, d’arte, e infrastrutture, in una parola, si tratta di rigenerare risorse per il futuro di Milano.

 

 

 

Source: IL GIORNO


Leggi anche

Con un investimento di un milione di euro, la multiutility ha realizzato un altro tratto della dorsale Secchia, tra Prignano e Sassuolo, parte di un piano finalizzato a garantire l’approvvigionamento idrico dei territori dell’Appennino modenese durante i mesi estivi, quando minore è la disponibilità di acqua, a causa della natura sorgentizia delle fonti …

Leggi tutto…

Il Gruppo veneto ha acquisito il 100% del capitale azionario di Cart Acqua, società che eroga servizi tecnici nel comparto idrico e che detiene una partecipazione in Cogeide, gestore del ciclo idrico in 15 comuni della provincia di Bergamo. Un’operazione che segna l’ingresso del Gruppo, tra le maggiori realtà nazionali della distribuzione gas e nella vendita di energia, nel comparto acqua…

Leggi tutto…

80 milioni di investimenti per sostituire oltre 155 chilometri di condotte in 21 comuni. Sono i numeri del nuovo piano per il risanamento delle reti idriche messo in campo dal gestore idrico pugliese, che include anche interventi per la distrettualizzazione, il controllo e il monitoraggio delle pressioni delle infrastrutture. Suddiviso in 6 lotti, il programma, che ha appena preso il via, si concluderà per la fine del 2022. …

Leggi tutto…

Agenzia Regionale del Distretto Idrografico ed EGAS, l’ente di Governo d’Ambito della Sardegna, hanno siglato la convenzione che sblocca i finanziamenti da utilizzare per rendere più efficienti le reti di distribuzione che presentano alti livelli di dispersioni. Le risorse saranno utilizzate da Abbanoa nell’ambito di un piano di interventi quadriennale che interesserà i capoluoghi di provincia, le principali città e diversi piccoli comuni…

Leggi tutto…

AcegasApsAmga, Acquedotto del Carso, Acquedotto Poiana, CAFC, Hydrogea, Irisacqua e LTA – i sette gestori idrici della regione Friuli-Venezia Giulia – si sono costituiti in un raggruppamento temporaneo d’impresa per lavorare a un programma di opere funzionali a interconnettere le loro reti. L’obiettivo è di garantire la sicurezza nell’approvvigionamento idrico ai territori alla luce delle sfide generate dai cambiamenti climatici. …

Leggi tutto…