Novara ripensa al progetto del teleriscaldamento

Se ne parla da quasi 15 anni, senza che però il progetto sia mai diventato realtà: e ormai pareva del tutto, o quasi accantonato. Si tratta del progetto del teleriscaldamento a servizio della città di Novara. Un’idea che ora torna di attualità. Nell’ultimo consiglio comunale il tema è stato riaperto, valutando una nuova possibilità: che l’infrastruttura fosse opera di un’iniziativa totalmente privata, con il Comune che limitasse il suo ruolo al dettare alcune regole generali.

Frutto della discussione è stata una delibera con la quale l’amministrazione comunale ha stilato alcuni principi base che serviranno per valutare eventuali proposte da parte di operatori privati, come i vantaggi in termini di costi per i cittadini e l’ancoramento del costo del servizio a quello di altri sistemi di riscaldamento.

Insomma, il teleriscaldamento torna alla ribalta a Novara, dopo quasi 15 anni dal suo primo progetto. Era il 2006 quando l’allora Asm Brescia, divenuta A2A dopo la fusione con Aem Milano, e Pessina Costruzioni sottoscrissero un accordo con il Comune per realizzare la rete di distribuzione del calore a servizio della città. Il contratto prevedeva una concessione di 40 anni, la costruzione di una centrale di alimentazione della rete e la posa di 25 chilometri di tubazioni, per un investimento complessivo di circa 63 milioni di euro. Un progetto che però non ha mai visto la luce. Ora con una nuova impostazione, ovvero puntando tutto sulla gestione in regime di liberalizzazione, potrebbe tornare a nascere. I tempi però non saranno rapidissimi: occorre infatti appurare se c’è un operatore interessato a realizzare l’opera alle condizioni fissate dal Comune.


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