Pronto il piano operativo per risolvere la crisi idrica del Dianese

È pronto il piano operativo che permetterà di porre fine al problema della crisi idrica del Golfo del Dianese, in Liguria. Il piano è basato sul ripristino e il potenziamento dell’acquedotto della provincia di Imperia. L’acquedotto si basa sull’asse del Roia 1, da Ventimiglia ad Andora, e del Roia 2, fino a Sanremo, dove confluisce nell’altra condotta, più vecchia. Un grande intervento per il quale Regione Liguria ha annunciato pochi giorni fa un finanziamento di 29 milioni di euro in quattro anni, sostenuto per la maggior parte da fondi statali, con l’obiettivo di arrivare a risolvere l’emergenza già entro la prossima estate.

Il piano operativo messo a punto dal gestore idrico 

Rivieracqua, il gestore idrico della provincia di Imperia, ha fornito il supporto tecnico al commissario dell’ATO idrico del Ponente, Gaia Checcucci. I lavori prevedono otto lotti di lavori, i primi due dei quali, questa la speranza, potrebbero prendere il via già nei primi mesi del prossimo anno: il primo lotto, del valore di 1,8 milioni di euroil secondo lotto, del valore di 5 milioni. 

Comprendono la posa delle nuove condotte del Roia 1 nel tratto tra Imperia e il territorio del comune di Cervo. Andranno a collegarsi al tratto di rete già in costruzione, grazie a un finanziamento da 2 milioni di euro della Regione.

La società grazie a questo intervento, risolverebbe i problemi che gravano sul territorio del Golfo Dianese. Il Golfo è da anni alle prese con frequenti interruzioni di servizio, spesso legate alle rotture che si verificano sullo storico acquedotto Roia 1. L’acquedotto è ormai vetusto e conseguentemente ha procurato gravissimi disagi a cittadini e turisti. 

Il terzo lotto, prevede invece una spesa di 1,6 milioni nel comune di Andora. La società realizzerà un collettore fognario che permetterà di far confluire i reflui al depuratore di Imperia. In questo modo verrà dismesso l’impianto di depurazione di San Bartolomeo del Mare, afflitto da gravi problematiche, superando così la procedura di infrazione europea per il mancato trattamento dei liquami


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