Reggio Calabria: arriva l’acqua della diga sul Menta


Ci sono voluti quasi 50 anni e 230 milioni di euro di investimenti, ma finalmente i cittadini di Reggio Calabria e del suo hinterland potranno contare su una riserva d’acqua di qualità. Sono infatti conclusi i lavori dello schema idrico del Menta, una fiumara di grande portata nell’area jonica reggina, le cui acque, raccolte nell’omonima diga nel Parco Nazionale dell’Aspromonte e convogliate verso l’impianto di potabilizzazione, garantiranno l’approvvigionamento idrico della città e delle sue aree limitrofe, zone storicamente carenti di acqua.
Un’opera dalla gestazione infinita. Era infatti il 1969 quando, dopo che alla Cassa depositi e prestiti ne veniva assegnata la progettazione, veniva dato il via libera al progetto dell’invaso. Il progetto esecutivo arrivava però solo nel 1980 e i primi lavori di Sorical (Società risorse idriche calabresi, l’azienda che si occupa della gestione, completamento, ammodernamento e ampliamento degli schemi idrici di grande adduzione, accumulo e potabilizzazione della regione, cominciarono 5 anni dopo. Lavori che per la costruzione dell’invaso, situato 40 km a nord est della città, sono ufficialmente terminati nel 2005: restavano però da realizzare gli altri elementi del sistema, tra i quali l’impianto di potabilizzazione e la condotta per convogliare l’acqua in città. Per farlo ci sono voluti altri 13 anni, per via di varie interruzioni legate anche al fallimento di alcune ditte che se ne occupavano.
Nel frattempo, però, la situazione idrica in città peggiorava. Agli storici problemi di carenza idrica è andata ad aggiungersi la progressiva salinizzazione dei pozzi, unica fonte di approvvigionamento, contaminati dall’acqua del mare, con conseguenti ingenti spese per rendere la risorsa idonea al consumo.
Problemi che ora finalmente sembrano destinati a scomparire con la messa in funzione dell’impianto, già attivo, sebbene i reggini dovranno aspettare ancora un po’, in quanto l’azienda è in attesa del parere ufficiale di potabilità dell’acqua. Oltre che sul punto di vista della qualità della risorsa, l’attivazione del potabilizzatore garantirà grandi vantaggi anche sul piano dei costi, portando alla dismissione di alcuni pozzi, con benefici anche per le falde del sottosuolo, e del costoso dissalatore. Ovviamente, ora occorre accelerare sulla sistemazione della rete di distribuzione cittadina, vetusta e gravemente ammalorata, ma su questo si sta già lavorando.

 


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