Sorical gestirà il piano di efficientamento idrico dei comuni calabresi

Sarà Sorical il braccio operativo di Regione Calabria per il Cantiere di lavoro Abatemarco, un programma di interventi che ha l’obiettivo di efficientare le reti idriche di una quarantina di comuni calabresi.

Dopo la prima fase dei lavori, Regione Calabria vuole accelerare le operazioni

Un progetto per il quale la Regione ha stanziato un investimento di 68 milioni di euro, finanziato in un primo momento con il Por 2007-2013 e, a seguito dei ritardi attuativi, inserito nella nuova programmazione comunitaria 2014-2020. Progetto che per ora ha visto solo l’avvio della prima fase, con i cantieri aperti nelle città capoluogo di Cosenza, Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia per un investimento di altri 35 milioni. Proprio per accelerare i cantieri della seconda fase, in attesa che si completi la riforma del servizio idrico con l’affidamento della gestione da parte dell’Autorità idrica, regione Calabria ha scelto di affidare la gestione del progetto a Sorical, la società che si occupa della gestione degli schemi idrici di grande adduzione regionale.

Avviare la seconda fase per arginare le principali criticità del sistema idrico calabrese

Seconda fase che interessa i comuni sopra i 5000 abitanti, ma che comprende anche le realtà più piccole che presentano evidenti criticità di sistema: in totale sono circa quaranta i comuni coinvolti, tra i quali i 23 della provincia di Cosenza alimentati dall’acquedotto Abatemarco ai quali si aggiungono altre comunità delle province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Lavori che riguardano l’ingegnerizzazione delle reti idriche di distribuzione urbana, inclusi i più rilevanti lavori di manutenzione straordinaria e gli interventi di riordino delle reti funzionali al miglioramento del servizio e alla riduzione delle perdite, il censimento e la gestione amministrativa delle utenze per giungere alla bollettazione bimestrale attraverso misuratori elettronici. Due aspetti, la gestione delle reti e la gestione amministrativa delle utenze, allo stato totalmente inefficienti e non in grado di garantire i flussi per la copertura dei costi di gestione del servizio idrico integrato: le due principali criticità che hanno mandato in tilt il sistema idrico calabrese.


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