SevesoStream: gli occhi dei droni per censire gli scarichi

L’impiego della tecnologia dei droni per mettere in sicurezza l’ambiente e la salute dei cittadini. È il progetto Seveso Stream, che prevede il censimento di tutti gli scarichi presenti lungo il corso idrico del Seveso, noto per le criticità ambientali e idrauliche che presenta. Finanziato da Regione Lombardia e AIPO, con il coordinamento scientifico di Fondazione Lombardia per l’Ambiente (FLA), il progetto ha come protagonisti i seguenti gestori idrici:

 

 

Rispettivamente attivi nei territori di Monza e Brianza, Milano e Como, quelli interessati dall’iniziativa.

Una sinergia tra i tre gestori lombardi nel nome dell’open innovation, che consentirà di creare un database geo-referenziato degli scarichi. E fornire così alle amministrazioni locali e regionali un utile strumento di consultazione dal quale partire per effettuare scelte e decisioni operative.

Il metodo BrianzaStream

Cuore del progetto è il metodo “BrianzaStream”, un modello sperimentale sviluppato da BrianzAcque, che vede l’utilizzo dei droni per la georeferenziazione degli scarichi. Con tutti i vantaggi che l’impiego di questa tecnologia comporta.

Normalmente, infatti, il censimento degli scarichi viene effettuato attraverso sopralluoghi sugli alvei. Attività difficoltose, che comportano un elevato impiego di risorse, tempo e energie, senza trascurare le difficoltà per gli operatori in campo di raggiungere tutte le aree. Problema risolto con i droni. Questi possono arrivare:

  • in luoghi altrimenti inaccessibili
  • in totale sicurezza

individuando gli scarichi e rilevando dati e informazioni che saranno poi condivisi con chi opera nella salvaguardia dell’ambiente.

Un database completo

A ogni volo, infatti, il drone sorvola l’alveo e scatta due foto georeferenziate degli scarichi e fa delle riprese ad alta risoluzione. Informazioni che diventano shapefile che, a loro volta, vengono caricati sul Sistema Informativo Territoriale (SIT) e completati con monografie, così da avere a disposizione un quadro esaustivo di ogni singolo scarico.

Grazie ai dati raccolti con Seveso Stream si potrà valutare lo stato delle acquee quindi mettere in atto azioni a tutela dell’ecosistema fluviale. Un ecosistema fondamentale per la vita, ma troppo spesso messo in discussione dalle molteplici forme di inquinamento che lo caratterizzano.

Un modello di Open Innovation a 360°

«Questo progetto integra un modello di Open Innovation a 360 gradi, a partire dagli enti coinvolti, che si aprono al reciproco scambio, passando per l’impiego creativo di una nuova tecnologia, nell’obiettivo comune di individuare percorsi diversi da quelli tradizionali – ha spiegato Cornelia Di Finizio, dell’Ufficio Progettazione Innovativa di BrianzAcque -. Si svela così il nuovo paradigma, quello dell’Innovazione Aperta, che germoglia attraverso lo sharing, la permeabilità e la convergenza delle persone, ancor prima che delle tecnologie».

Non solo tecnologia: fondamentale il lavoro di squadra

E, infatti, insieme all’uso creativo della tecnologia, altro aspetto fondamentale per il successo dell’iniziativa è quello delle diverse competenze e del lavoro di squadra del team chiamato a portarla avanti.

Un team giovane e dinamico, che collaborerà nell’estensione dei rilievi, e costituito da: Cornelia Di Finzio e Ilaria Bocus per BrianzAcque, Giovanni Vargiu, Annalisi Ramondetti e Simone Curcio per CAP Holding, Fabio Tagliabue per Como Acqua, Riccardo Falco per FLA.

 

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