Si è concluso il progetto CE4WE (Circular Economy For Water And Energy), per trovare soluzioni innovative alla gestione del ciclo idrico

Il 2022 che sta per chiudersi ci ha messo di fronte in maniera quanto mai urgente alle due sfide che più impegneranno risorse economiche, intellettuali e imprenditoriali nell’immediato futuro: l’energia e l’acqua.

La crisi energetica, l’accelerazione della transizione verso l’impiego di risorse rinnovabili per abbandonare quelle fossili, ma anche la siccità e la presa di coscienza che l’acqua non è una risorsa infinita, ma un elemento finito da preservare, conservare e gestire al meglio. Quesit sono tutti temi strappati alla teorizzazione scientifica o all’ambito tecnologico, per diventare argomenti di attualità, che hanno toccato la quotidianità della vita di ogni cittadino.

Tante sono le iniziative che cercano di pianificare il futuro della gestione delle risorse energetiche e idriche puntando su innovazione tecnologica e ricerca. Proprio alla fine di novembre si è concluso il progetto durato oltre due anni denominato CE4WE, ovvero Circular Economy For Water and Energy.

Finanziato da Regione Lombardia con 8 milioni di euro provenienti dai fondi POR-FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) nell’ambito del bando Innovation-Hub, il progetto ha avuto l’Università di Pavia come capofila e ha coinvolto 3 partner industriali

e due aziende innovative:

per un totale di oltre 160 ricercatori coinvolti.

L’obiettivo che si poneva CE4WE era quello di sviluppare nuove tecnologie, conoscenze e competenze per la gestione sostenibile del ciclo dell’acqua, individuando nuove procedure di analisi e creando nuovi modelli per una mappatura capillare degli agenti inquinanti applicando il concetto di economia circolare al ciclo idrico integrato.

In approccio che guarda all’acqua come risorsa non soltanto quando viene captata dai pozzi per essere portata ai rubinetti degli utenti, dunque, ma anche quando viene recuperata attraverso gli scarichi e la fognatura, carica di elementi da eliminare ma anche di risorse da recuperare e riutilizzare in ambito industriale o agricolo.

 
Il progetto si sviluppa in tre ambiti (pillars)

Il primo, quello dell’Acqua, è incentrato sulla mappatura degli inquinanti emergenti particolarmente dannosi per la salute umana e sulla previsione delle variazioni del ciclo dell’acqua in risposta ai diversi scenari climatici.

Il secondo, quello dedicato all’Energia, intende studiare soluzioni innovative, bio ed eco-sostenibili, per migliorare i processi di depurazione delle acque recuperando i prodotti di scarto per produrre biocarburanti (o altri prodotti valorizzabili).

Il terzo è quello denominato Sostenibilità Integrata, che guarda alle normative, alla gestione e alle possibili applicazioni.

 

Un modello idrologico-idrogeologico predittivo

Gruppo CAP, la green utility che si occupa della gestione del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, ha sviluppato un modello per monitorare i flussi delle acque superficiali, e uno per monitorare la variazione delle acque nelle falde.

Si tratta di un complesso modello idrologico-idrogeologico predittivo, che ha lo scopo di individuare la presenza e il potenziale incremento o variazione di inquinanti quali microplastiche, residui di farmaci, sequenze geniche virali, anticipando la normativa che ancora non prevede la necessità di individuarli.

Questo modello consente di inserire variabili e modificare parametri in modo da supportare le scelte strategiche da parte dei gestori e della pubblica amministrazione.

 

Tecnologia per il miglioramento della qualità dei fanghi di depurazione

In parallelo, CAP ha sviluppato, insieme a una delle più interessanti aziende italiane di design, MOGO, un sistema originale e totalmente ecocompatibile per l’eliminazione alcuni di questi inquinanti (biorisanamento), in particolare quelli legati ai farmaci, grazie all’impiego di funghi.

MOGO infatti impiega funghi per la realizzazione di biomateriali per interior design, e grazie al suo know how ha sviluppato insieme a CAP una nuova tecnologia per il miglioramento della qualità dei fanghi di depurazione attraverso l’utilizzo appunto di membrane fungine in sostituzione dei trattamenti chimici.

 

Estrazione di residui oleosi dalle acque reflue

Infine, nell’ambito del progetto CE4WE si sono sviluppati anche sistemi per l’estrazione di residui oleosi dalle acque reflue, conferiti poi a ENI per la produzione di biodiesel.

L’intero progetto dimostra quanto i due ambiti principali della ricerca, quello dell’idrico e quello dell’energia, debbano essere affrontati con un approccio sinergico, per trovare soluzioni sempre più innovative, efficaci e sempre più economicamente sostenibili.

 

Gruppo CAP

Gruppo CAP è la realtà industriale che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio della Città metropolitana di Milano secondo il modello in house providing, cioè garantendo il controllo pubblico degli enti soci nel rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità e partecipazione. Attraverso un know how ultradecennale e le competenze del proprio personale coniuga la natura pubblica della risorsa idrica e della sua gestione con un’organizzazione manageriale del servizio idrico in grado di realizzare investimenti sul territorio e di accrescere la conoscenza attraverso strumenti informatici. Per dimensione e patrimonio Gruppo CAP si pone tra le più importanti monoutility nel panorama nazionale. Nel 2022 si è aggiudicato il premio Top Utility Ten Years come Utility italiana più premiata negli ultimi dieci anni. 

 

 
 


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