Il sistema smart grid in Acea

In che cosa consiste il sistema smart grid in Acea?
Il progetto pilota dimostrativo, nato tra settembre e novembre del 2010, ha come obiettivo la realizzazione di un prototipo di smart grid reale replicabile sulla rete di Roma. L’implementazione delle smart grid sulle reti di distribuzione elettrica è indispensabile, nell’attuale contesto di crescita delle energie alternative, per garantire una gestione dei flussi energetici ormai non più assumibili come unidirezionali. Il prototipo prevede dunque la predisposizione sulla rete di apparati di monitoraggio in grado di rilevare in tempo reale informazioni relative al funzionamento della rete, e apparati di telecontrollo opportunamente coordinati (sulla base delle informazioni acquisite) per migliorare sia la continuità che la qualità del servizio elettrico ed aumentare l’efficienza energetica della rete stessa minimizzandone le perdite.

 

Quali i parametri di funzionamento della rete da monitorare?
Utilizziamo apparati di monitoraggio, dispositivi installati in cabina secondaria per l’acquisizione di misure elettriche sulla bassa e media tensione. Misure che riguardano quindi anche correnti, potenze attive e reattive. In qualche misura, gli impianti hanno anche carattere ambientale, interessandosi di temperatura, umidità, illuminamento sulla cabina stessa.  A questo scopo abbiamo impostato dei rapporti di partnership con fornitori importanti, nel caso specifico con Landis & Gyr per quanto concerne il monitoraggio della bassa tensione. L’obiettivo è ottenere il miglior risultato possibile, mettendo in relazione l’esperienza di Acea Distribuzione nell’esercizio nella rete elettrica e la competenza del fornitore sul prodotto specifico. Abbiamo inoltre deciso di utilizzare soluzioni, scelte attraverso un’accurata analisi di mercato, basandoci sulla definizione di requisiti fondamentali.

 

Quali sono i punti chiave che spingono lo sviluppo e l’adozione delle smart grid in Acea?
Lo sviluppo della produzione di energia da fonte rinnovabile sulla rete di media tensione (abbiamo già circa 120 MW di impianti installati sulla rete di Roma), il miglioramento continuo nella gestione e nell’esercizio delle reti  di distribuzione imposto dall’AEEG, lo sviluppo ecosostenibile e l’innovazione nei servizi sul territorio. Acea in particolare per rendere la rete smart, distribuisce l’intelligenza di controllo e gestione della rete che, ad oggi è concentrata a livello centrale, sempre più in periferia. Per far questo naturalmente sta anche sviluppando sistemi di telecomunicazione e di trattamento  delle informazioni.

 

Quali apparati periferici coinvolge?
Lo sviluppo delle smart grid insiste sulla rete di media e bassa tensione. Il punto nevralgico diventa la cabina secondaria, cioè la cabina di trasformazione dall’elettricità da media a bassa tensione. Fino ad oggi, invece, l’attenzione era incentrata sulla cabina primaria, quella di trasformazione medio-alta.

 

Quali aspetti regolatori più rilevanti dovranno essere aggiornati con l’introduzione delle smart grid?

Sicuramente sarà necessario ragionare sul nuovo ruolo del distributore che diventa anche dispacciatore, gestendo la generazione distribuita sulla rete di media tensione. Se in passato infatti il compito del distributore era garantire la qualità e la quantità del servizio, oggi la sua principale funzione è imparare a gestire e indirizzare i flussi di potenza sulla rete. Ruolo non ancora considerato dal punto di vista normativo. Proprio per cercare di cambiare questa situazione, Acea sta discutendo con l’Autorità per arrivare a definire una regolamentazione. Terna è per ora l’unica società a chiedere al distributore di prevedere il distacco di un certo numero di  generazioni per evitare criticità alla rete che in mancanza di una capacità di coordinamento delle sorgenti di potenza potrebbe andare in crisi. Sarà necessario inoltre lavorare anche sull’utente finale, che diventerà sempre di più protagonista attivo.

 

Come le smart grid possono avere effetti su Demand Response?

Il tema del Demand Response sarà uno dei temi principali nel futuro delle reti di distribuzione. L’utente finale avrà la possibilità di orientare i propri consumi nell’ottica delle sue esigenze, non ultima quella del risparmio in bolletta. Dovrà essere in grado di conoscere in tempo reale i propri consumi e orientarli in funzione delle proposte più convenienti da parte del proprio venditore.

 

Uno dei benefici delle smart grid è l’integrazione della generazione diffusa. Questa quanto incide sulla rete di Acea?

I progetti smart grid partono proprio da questo fenomeno di diffusione della generazione distribuita sulla rete di media tensione e su quella di bassa tensione. Uno dei capitoli principali del nostro progetto riguarda proprio questo aspetto, i criteri di gestione della generazione distribuita con l’ottica di garantire la qualità del servizio e la stabilità della rete, ma anche la minimizzazione delle perdite: utilizziamo l’energia più vicino possibile a dove viene prodotta.

 

Quali i benefici ottenuti da Acea da questi primi anni di sperimentazione?

Benefici specifici non ce ne sono, perché il progetto pilota è circoscritto in una porzione di territorio, circa 1/200 della rete di competenza di Acea Distribuzione. L’obiettivo è estendere i potenziali benefici delle soluzioni sperimentate nel progetto pilota, a porzioni più ampie della rete, fino a investimenti massivi.

Occorre considerare che l’adozione delle smart grid permetterà lo sviluppo di nuovi servizi come la diffusione dell’auto elettrica sul territorio urbano. Questo naturalmente dipende anche molto dall’avanzamento della tecnologia in quel settore. Altri servizi riguarderanno il rapporto con l’utente finale, che dovrà essere semplificato.

 

Sono in corso anche altri progetti in questo campo?

Stiamo effettuando sperimentazioni, in collaborazione con Enel, nell’ambito della ricarica elettrica anche sul territorio urbano. In realtà, dal progetto pilota sono nate altre verifiche importanti che stiamo completando in questi mesi. Sperimentazioni sui sistemi di accumulo, installati sempre nelle cabine secondarie, e sul tema del data mining, cioè sulla capacità e possibilità di trattare in modo evoluto l’ingente numero di informazioni che arrivano. Un’esigenza maggiormente accentuata proprio dallo sviluppo delle reti intelligenti. Il distributore deve quindi imparare ad utilizzare il flusso di informazioni nel modo più efficace possibile, per svolgere analisi di carattere preventivo sulla rete.

 

Quali gli investimenti di Acea nelle smart grid e quali i costi del progetto pilota di Roma?
Il progetto pilota di smart grid di Acea Distribuzione ha un costo di circa 6 milioni di euro. Nei prossimi anni effettueremo altri importanti investimenti, incentrati sul tema dell’innovazione tecnologica della smart grid, lavorando in maniera più capillare sul territorio, rispetto a quanto non sia avvenuto finora.

 

di Flavio Francesco Cavaliere


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