Snam punta forte sul biometano

Economia circolare, riciclo, energie rinnovabili. C’è tutto quanto di più virtuoso si possa pensare nell’ambito delle pratiche di sostenibilità ambientale nell’impegno di Snam sul fronte del biometano. Impegno che si concretizza in investimenti per 100 milioni che il gestore della rete di trasporto nazionale del gas ha puntato su questa fonte rinnovabile che si ottiene dalla purificazione del biogas, a sua volta ricavato dai rifiuti organici urbani o da prodotti e sottoprodotti della filiera agricola e agroindustriale. Investimenti destinati alla realizzazione, anche in partnership con altre realtà, di impianti per la produzione del combustibile pulito, da immettere poi in rete.

Un passo importante in tal senso è la recente acquisizione, attraverso la controllata Snam4Mobility e per un costo di 2 milioni di euro, dell’intero capitale societario di Enersi Sicilia, azienda proprietaria di un titolo autorizzativo per costruire un’infrastruttura di produzione di biometano da FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Urbani) nella provincia di Caltanissetta. Acquisizione che consentirà a Snam di realizzare il suo primo impianto di biometano che sarà in grado di gestire 36.000 tonnellate all’anno di rifiuti urbani fornendo ai comuni limitrofi una soluzione totalmente rinnovabile al problema dello smaltimento dei rifiuti.

Più in generale il biometano rappresenta una delle nuove leve di sviluppo di Snam, che ha programmato investimenti per 850 milioni al 2022 nell’innovazione e nella transizione energetica. «Snam punta a essere l’acceleratore della filiera italiana del biometano, che può dare un contributo essenziale alla riduzione dell’anidride carbonica, in Italia e non solo, e alla gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti in un’ottica di economia circolare», ha spiegato l’amministratore delegato della società Marco Alverà.

Snam è in grado di realizzare impianti di biometano grazie a Ies Biogas, la società di Pordenone e maggiori operatori italiani del settore, protagonista di diversi progetti anche all’estero, del quale il colosso nazionale del trasporto gas ha acquisito il controllo nei mesi scorsi.

Il biometano è chimicamente identico al metano, quindi può essere trasportato e stoccato come il gas tradizionale e sfruttare le infrastrutture esistenti senza bisogno di adeguamenti. Secondo le stime del CIB (Consorzio Italiano Biogas), l’Italia può produrne 8 miliardi di metri cubi entro il 2030, che equivalgono a più del 10% del fabbisogno nazionale di gas.


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