Snam raddoppia l’immissione sperimentale di idrogeno nella sua rete

Snam ha portato dal 5 al 10% la quantità di idrogeno in volume immesso in via sperimentale nella propria rete di trasporto gas a Contursi Terme, in provincia di Salerno.

L’incremento segue di qualche mese l’avvio della sperimentazione, la prima del genere in Europa, dell’immissione di idrogeno in rete con fornitura diretta di H2NG (miscela di idrogeno e gas) a due imprese, un pastificio e un’azienda di imbottigliamento di acque minerali, sempre nel comune campano.

Sperimentazione che ha come obiettivo di testare le possibilità di sfruttamento dell’idrogeno come fonte di energia green attraverso le reti di trasporto gas esistenti. Questo combustibile verde può infatti giocare un ruolo cruciale nel raggiungimento degli obiettivi europei e globali di decarbonizzazione al 2050. La sua combustione infatti non genera emissioni di CO2. Inoltre, la sua produzione attraverso l’elettrolisi da fonti rinnovabili come sole e vento può costituire un efficiente sistema di stoccaggio dell’energia generata da queste risorse non programmabili.

Vento e sole presenti in abbondanza nel nostro Paese, che inoltre vanta una infrastruttura del gas capillare, che consente dunque di trasportare con facilità l’idrogeno generato in tutta la Penisola. Secondo uno studio Snam-McKinsey, l’idrogeno potrebbe infatti arrivare a coprire quasi un quarto, per l’esattezza il 23%, della domanda nazionale di energia entro il 2050. Crescita che potrebbe verificarsi grazie alla progressiva e ormai consolidata diminuzione del costo di produzione dell’energia elettrica rinnovabile solare ed eolica e alla contestuale riduzione del costo degli elettrolizzatori, determinata dalla produzione di idrogeno verde su larga scala. Della disponibilità di idrogeno beneficerebbero in particolare il settore dei trasporti, per l’alimentazione di camion, bus e treni, quello residenziale, per il riscaldamento, e alcune applicazioni industriali, quali le attività di raffinazione, produzione di ammoniaca, acciaio e altri processi che richiedono elevate temperature.

In questo panorama si inserisce la sperimentazione portata avanti da Snam. Basti pensare che applicando la percentuale del 10% di idrogeno al totale del gas trasportato annualmente dalla società, se ne potrebbero immettere ogni anno in rete 7 miliardi di metri cubi, un quantitativo equivalente ai consumi annui di 3 milioni di famiglie e che consentirebbe di ridurre le emissioni di anidride carbonica di 5 milioni di tonnellate.

Non a caso il tema idrogeno è sempre più al centro delle scelte strategiche di Snam. La società di recente ha costituito una business unit dedicata all’idrogeno ed è impegnata in ricerca e sviluppo nel settore. Fa parte di Hydrogen Council, l’iniziativa lanciata nel 2017 al World Economic Forum di Davos per creare una coalizione di aziende leader nei rispettivi settori impegnate ad accelerare gli investimenti nell’idrogeno, e Hydrogen Europe, che raggruppa oltre 100 aziende, una settantina di istituti di ricerca e 13 associazioni nazionali a livello globale.


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