Rete elettrica Terna Veneto

Terna avvia il riassetto della rete elettrica del Veneto

Un intervento da 190 milioni di euro per rendere efficiente la rete elettrica tra Malcontenta, località tra il comune di Venezia e di Mira, e Fusina, a Marghera, che è solo un primo “assaggio” del un piano di opere da 1,5 miliardi di euro per tutta la regione, previsto dall’ultimo piano di sviluppo di Terna

Il gestore della rete elettrica nazionale dà dunque il via all’imponente mole di interventi programmati per migliorare le infrastrutture elettriche del Veneto. Cominciando dalla linea Malcontenta-Fusina, con un mega investimento che consentirà di aumentare l’efficienza della rete e del sistema elettrico regionale.

Più nel dettaglio, il progetto prevede lo sviluppo e il riassetto degli elettrodotti a 132, 220 e 380 kV nel tratto compreso dalla Centrale termoelettrica Enel Palladio di Fusina fino a ovest della Strada Statale Romea. Le attività in programma comprendono la realizzazione di un nuovo collegamento a 380 kV dalla Centrale di Fusina alla Stazione Elettrica Fusina 2, l’interramento di 24 Km di linee elettriche con conseguente eliminazione di oltre 21 km di elettrodotti e 89 sostegni, l’ampliamento della Stazione Elettrica Fusina 2 e la ricostruzione della Stazione Elettrica Malcontenta.

Nel complesso, queste operazioni consentiranno di liberare oltre 53 ettari di territorio. L’intervento di Terna, che comprende anche l’interramento degli elettrodotti aerei oggi esistenti nell’area del cosiddetto Vallone Moranzani, fa parte del più ampio piano di riassetto della rete elettrica tra Venezia e Padova, come previsto nel Protocollo d’Intesa sottoscritto nel gennaio dello scorso anno con Regione del Veneto.

Il Piano di Terna, a proposito del Veneto, prevede nei prossimi anni investimenti per 1,5 miliardi, per garantire una maggiore efficienza e resilienza delle infrastrutture elettriche venete. Tra i principali interventi, il completamento della razionalizzazione tra Venezia e Padova, incluso il nuovo elettrodotto in cavo interrato tra Dolo e Camin, la nuova stazione elettrica di Volpago del Montello, con il riassetto della relativa rete, la razionalizzazione della rete elettrica nella Media Valle del Piave e la conclusione del nuovo collegamento in cavo interrato tra Cortina e Auronzo di Cadore.

A questo si aggiunge la sperimentazione, già avviata con l’accordo siglato lo scorso gennaio, dell’utilizzo della rete regionale per il monitoraggio ambientale del territorio, grazie all’innovativo sistema integrato di sensoristica avanzata installato sull’infrastruttura. Sistema composto da circa 500 dispositivi IoT (Internet of Things) sulle reti, che consentirà la raccolta e l’analisi in tempo reale di informazioni utili a una maggiore efficienza e flessibilità del sistema elettrico regionale, ma che possono essere messi in comune con Arpav e Protezione Civile e altri enti e istituti di ricerca e controllo per favorire la predittività di fenomeni emergenziali.


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