Tim e Open Fiber verso la creazione della Rete Unica

Si chiamerà AccessCo la società per la Rete unica, ovvero la società che sarà proprietaria e gestore della rete unica di telecomunicazione in fibra ottica formata dall’unione dell’infrastruttura di Tim e di Open Fiber. Un passaggio decisivo per dotare tutto il nostro Paese di una rete a banda ultralarga all’avanguardia. Il tanto atteso matrimonio, del quale si parlava da diverso tempo, ma rimasto sempre sospeso, ha ottenuto infatti l’approvazione dei consigli di amministrazione di Tim e di Cassa Depositi e Prestiti.

Più di recente il progetto ha avuto una decisa accelerazione, grazie all’opera degli amministratori delegati delle due realtà, Fabrizio Palermo di Cassa Depositi e Prestiti, che detiene il 50% del capitale azionario di Open Fiber, e di Luigi Gubitosi di Tim, che hanno lavorato alla costruzione dell’intesa.

«Abbiamo tracciato il percorso che, dopo l’approvazione da parte delle autorità di regolazione e di vigilanza, potrà consentirci di creare una rete di telecomunicazione di ultima generazione necessaria per la competitività del Paese e cruciale per il rilancio dell’economia» – ha infatti commentato Palermo -. Una rete che permetterà inoltre di superare il digital divide su tutto il territorio nazionale in un’ottica di sistema».

Decisivo, per il raggiungimento dell’accordo, anche l’intervento del governo, che ha agito direttamente su Cassa Depositi e Prestiti e su Tim. Ora l’ultimo tassello è trovare l’accordo con Enel, proprietaria del restante 50% di Open Fiber, per portare la Cassa in maggioranza e consentire al gruppo guidato da Francesco Starace di vendere la partecipazione residua nella società della rete, vendita alla quale è molto interessato il fondo Macquarie.

AccessCo, il cui capitale azionario sarà detenuto da Tim per almeno il 50,1%, sarà una società indipendente e terza, grazie a un meccanismo di governance condivisa tra Tim e Cdp Equity, la società di investimenti di Cassa Depositi e Prestiti, aperta al co-investimento di altri operatori e caratterizzata dall’assenza di legami di integrazione verticale rispetto ai servizi di accesso alla rete.

Intanto, Tim ha costituito FiberCop, società nella quale è stata trasferita la rete secondaria, ovvero quella in rame che va dagli armadi su strada alle case, che verrà sostituita con la fibra, e nella quale sono entrati il fondo Kkr con il 37,5%, con una spesa di 1,8 miliardi di euro, e Fastweb con il 4,5%, che vi ha portato la sua quota in Flash Fiber.

In FiberCop entrerà anche la Cassa Depositi e Prestiti, ma solo al momento della fusione con Open Fiber. L’opzione è stata concessa da Kkr, che metterà a disposizione fino a metà della sua quota per consentire a Cdp di bilanciare i pesi in AccessCo. L’accordo di fusione è atteso entro la fine di marzo del prossimo anno.


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